Legalità: L'Avvenire di Calabria, "malversazione e appropriazione indebita, sequestro per Musella"

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Legalità: L'Avvenire di Calabria,

E' indagata per appropriazione indebita e malversazione Adriana Musella, presidente dell'associazione antimafia "Riferimenti", nei cui confronti la Guardia di Finanza di Reggio Calabria ha dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo di beni del valore pari a 75.000 euro emesso, in via d'urgenza, dalla Procura della Repubblica della citta' dello Stretto.

Così non è stato e a farne le spese sono i numerosi enti pubblici che hanno elargito fondi all'associazione Riferimenti: dal consiglio regionale della Calabria, alla provincia e il Comune di Reggio passando per la provincia di Vibo Valentia, il comune di Verona, il comune di Santa Maria Capua a Vetere, la provincia di Salerno, la provincia di Verona, Il Ministero dell'Università e della Ricerca, il Consiglio dell'ordine degli Ingegneri di Salerno, la Camera di Commercio di Reggio e i Comuni di Bollate e Gioia Tauro. Ne dà notizia "L'Avvenire di Calabria", settimanale dell'arcidiocesi di Reggio Calabria-Bova.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, guidati dal colonnello Flavio Urbani con il coordinamento del procuratore aggiunto Gerardo Dominijanni e del sostituto Sara Amerio, a partire dal 2002 la Musella avrebbe ricevuto e gestito diversi finanziamenti, anche pubblici, per un importo complessivo di circa 450mila euro, il cui impiego sarebbe dovuto essere vincolato alla divulgazione della cultura antimafia. La Guardia di Finanza, in una nota, sostiene che 55.000 euro sono stati utilizzati per finalità ritenute estranee all'associazione.

Inoltre, l'esame approfondito dei conti bancari dell'Associazione, ha evidenziato come parte dei fondi disponibili, circa 20 mila euro siano stati utilizzati dalla Musella come uno strumento di liquidita' 'personale' cui la stessa faceva ricorso.

I soldi che servivano per le attività antimafia finivano nel cassetto dello studio della presidente dell'associazione Riferimenti, Adriana Musella, che li spendeva per viaggi, hotel, ristoranti, gadget e compensi per familiari.

"Voglio un processo e lo voglio in tempi brevi". E' chiaro che se la Guardia di Finanza acquisisce i documenti relativi a 10 anni di attivita', qualche irregolarita' puo' emergere, ma non puo' trattarsi delle somme che mi vengono contestate. "Porterò le carte ai magistrati per difendermi da questo castello di accuse". Posso aver commesso qualche errore; presiedevo un'associazione e non una banca. Dovrò riguardare tutte le fatture, portare le carte al processo per difendermi. "Se ho sbagliato - prosegue - lo dirà il giudizio cui verrò sottoposta e che attendo con serenità d'animo, certa di avere sempre agito in buona fede". "Tutti mi conoscono - aggiunge - e sanno come ho lavorato".

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