L'annuncio di Luigi Di Maio: "Mi candido a premier per il M5S"

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L'annuncio di Luigi Di Maio:

"Oggi ho accettato la mia candidatura a premier per il Movimento 5 Stelle". Lo ha annunciato via Facebook il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio, facendo suo e citando il motto del Mahatma Ghandi sulla forza della politica non violente: "Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono". Ma, al di là del voto della rete che sceglierà chi sarà il candidato premier, queste regole - che richiamano anche al Regolamento del M5s in tema di presentazione delle candidature - permettono a Grillo, Casaleggio e in generale ai vertici del MoVimento di avere una garanzia in più nel caso in cui il vincitore non sia gradito. Ma c'e' anche un altro punto controverso: il futuro passo indietro di Grillo, visto che le regole pubblicate ieri prevedono che il candidato premier diventi anche il "capo politico" del Movimento. Alla competizione, inoltre, sono ammessi anche gli indagati e ai candidati sarà richiesto il cosiddetto "335" per verificare indagini e procedimenti in corso. "Se poi si è indagati come atto dovuto per una denuncia del Pd o ti becchi una querela come è accaduto a me, è evidente che la cosa cambia".

"Sicuramente resterà come fondatore ma non avrà più quell'immagine che aveva prima - prosegue - Dev'esserci qualcosa di profondo che lo spinge a lasciare, un elemento scatenante che lo ha costretto a ripensare il suo impegno all'interno del movimento". Codice che prevede la sospensione e l'incandidabilità per indagati "per fatti e comportamenti gravi".

Cominciano a uscire allo scoperto i forti malumori per la leadership di Luigi Di Maio. Tra i punti programmatici si leggono in controluce le tante critiche a Di Maio. Sulla carta, comunque, può presentarsi chiunque abbia esperito un mandato da parlamentare, da sindaco, o nei consigli locali. Quindi, mancano appena due giorni ala data di scadenza.

Ecco cosa potrebbe trovarsi a fare Di Maio se diventasse candidato premier. Gli altri partiti, che hanno candidato condannati per anni e che si sono presi i soldi di Buzzi, vogliono insegnare a noi la legalità. Si torna alla roccaforte, dunque, con incontri ed eventi proprio nella città natale di Beppe Grillo.

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