La Cina affossa le criptovalute

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La Cina affossa le criptovalute

Tutto parte dalla nota di un comitato guidato dalla Banca centrale cinese che invocava il bando dei sistemi di finanziamento tramite ICO definite "un rischio serio per l'ordine economico e finanziario": da allora - secondo fonti locali - 60 raccolte fondi sono state sottoposte ad ispezione e, nel frattempo, tutte le ICO sono state interrotte in Cina.

Le Ico funzionano come le Ipo tradizionali, con la differenza che l'investitore, invece di avere una quota della società che si colloca, va a detenere un determinato ammontare di criptovaluta. L'istituto ha anche chiesto a tutti coloro che gestiscono attività di raccolta fondi tramite ICO di interrompere immediatamente le operazioni.

Sul suo sito la Banca Popolare Cinese spiega di aver completato la sua indagine nelle offerte iniziali di bitcoin e "punirà offerte future". Altra decisione riguarda le piattaforme di trading non potranno convertire i bitcoin in valuta ufficiale. I Bitcoin hanno così toccato un minimo di 4.037,50 dollari prima di risalire a 4.256,7, contro i 4.319,72 della chiusura di ieri, mentre gli Ethereum oscillano sui 291,57 dollari dopo aver toccato un minimo di 268,29 dai 322,64 dollari della vigilia.

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