Il lavoro che c'è: disoccupazione ai minimi dal 2012

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Il lavoro che c'è: disoccupazione ai minimi dal 2012

Continuano a salire le posizioni in somministrazione che aumentano del 4% in termini congiunturali e del 22,2% su base annua. Nell'area dell'Ue la crescita media è stata dello 0,6% sulla prima parte dell'anno, e addirittura del 2,2% sullo stesso periodo del 2016. Il tasso di occupazione sale, così, al 57,8%; l'incremento è più accentuato per i 50-64enni (+0,4 punti) in confronto ai 35-49enni e ai 15-34enni (+0,2 e +0,1 punti).

Confrontando in dati del secondo trimestre del 2017 con lo stesso periodo dell'anno precedente, si nota una crescita di 153 mila occupati (+0,7%), relativo soltanto ai lavoratori dipendenti, mentre diminuiscono quelli indipendenti (-3,6%). Questo dato lo comunica l'Istat, che consta come il tasso di disoccupazione è sceso al 10,9%, in calo di 0,6 punti sul secondo trimestre del 2016, in base ai dati grezzi. La crescita dell'occupazione riguarda entrambi i generi e tutte le ripartizioni ed è più intensa per le donne e nel Nord.

"Dopo tre trimestri di crescita, torna a diminuire il numero di disoccupati la cui stima scende a 2 milioni 839 mila unita' (-154 mila in un anno, -5,1%); il tasso di disoccupazione cala di 0,6 punti portandosi al 10,9%". Resta pressoché invariato il tasso di disoccupazione nella fascia d'età 15-34 anni.

Per quanto riguarda gli inattivi 15-64 anni (che non hanno lavoro e non lo cercano), l'Istat fa sapere che la situazione si è stabilizzata e in un anno sono diminuiti di 76 mila unità. Riguardo agli inattivi, per le forze di lavoro potenziali è aumentata soprattutto la percentuale di quanti transitano verso la disoccupazione (dal 18,5% al 21,3% nei dodici mesi). Tale incidenza risulta in aumento di 0,2 punti percentuali rispetto a giugno. "Nel secondo trimestre 2017 il mercato del lavoro appare caratterizzato da una prosecuzione della crescita dell'occupazione e della diminuzione della disoccupazione". La crescita congiunturale si attesta intorno al +0,3%, frutto di 78mila occupati in più.

"Si tratta - sottolinea la Coldiretti - della conferma della dinamicità del settore nonostante le difficoltà che si continuano a vivere in un anno segnato dal calo dei compensi riconosciuti agli agricoltori, finiti in molti casi al di sotto dei costi di produzione, mentre il maltempo e l'andamento climatico anomalo hanno provocato gravissimi danni nei campi". C'è quindi - ecco spiegato l'arcano, ndr - un invecchiamento degli occupati più o meno equivalente all'invecchiamento della popolazione complessiva: che le aziende assumano prevalentemente over 50 è un effetto ottico dovuto alla dinamica demografica.

"Con il flop dei nuovi strumenti - conclude la Coldiretti - si rischia di perdere opportunità occupazionali e di compromettere l'intero percorso di emersione intrapreso dal 2008 ad oggi".

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