Il Consorzio Casalasco assorbe il marchio De Rica

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Il Consorzio Casalasco assorbe il marchio De Rica

Lo annuncia il ministro delle politiche agricole Maurizio Martina.

"Un impegno - aggiunge il ministro - che confermiamo oggi davanti a un'operazione importante per la filiera con l'unione dei marchi Pomi e De Rica". "La nascita di questa realtà che ha radici lombarde ma si proietta sui mercati nazionali e mondiali, spiega Ettore Prandini, Presidente della Coldiretti Lombardia, è la dimostrazione della forza del nostro sistema agroalimentare quando si impegna sulla qualità e sul vero Made in Italy, senza delocalizzare lavoro e stabilimenti, ma puntando sui territori e sui loro prodotti".

Così il marchio nato tra le campagne piacentine scongiura il rischio di un passaggio e investitori stranieri e anzi si riavvicina a casa, con l'acquisto da parte del Consorzio Calasco del Pomodoro, meglio conosciuto per il marchio Pomì, "contro l'invasione cinese", come titola Coldiretti tirando un sospiro di sollievo (ma, per amor di completezza, l'allarme lanciato a più riprese dall'associazione di Roberto Moncalvo è stato smentito da Anicav, che si è spesa per dimostrare che il 98,5% di passata, polpa e pelati sulle nostre tavole arriva dall'Italia). De Rica, da sempre sinonimo di prodotti genuini e di alta qualità, grazie anche al rilancio avviato dal 2013 da Generale Conserve, gode di forte notorietà in Italia come in vari Paesi esteri ed è collocato nel segmento premium del mercato delle conserve vegetali. Secondo Crotti, l'acquisizione "realizza una svolta nella costruzione di una filiera agricola tutta italiana che vede direttamente protagonisti gli agricoltori per garantire quel legame con il territorio che ha consentito ai grandi marchi di raggiungere traguardi prestigiosi". Consorzio Casalasco del Pomodoro Soc.Agr.Coop conta 370 aziende agricole associate che coltivano 7.000 ettari di terreno dislocati nella pianura Padana tra le province di Cremona (dove ha sede a Rivarolo del Re), Parma, Piacenza e Mantova.Una terra che, nell'area padana, oggi permette alle 550.000 tonnellate di pomodoro fresco raccolto di essere trasformato nei 3 stabilimenti di proprietà della cooperativa Consorzio Casalasco in prodotti esportati in 60 Paesi nel mondo. Non viene precisato dalle parti il prezzo della compravendita avvenuta nei giorni scorsi. Il fatturato dell'azienda, precisa l'industria ligure, è sviluppato per il 60% circa da marchi propri (Asdomar, indiscusso leader nel mercato premium, detiene una quota in valore nel mercato del tonno olio totale di circa il 7%), e per il restante 40% da Private Label.

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