Domicilio digitale per tutti già nel 2017: ecco come funziona

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Domicilio digitale per tutti già nel 2017: ecco come funziona

Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al decreto legislativo del Codice dell'amministrazione digitale della Pubblica amministrazione.

Per i cittadini intenzionati a richiedere il domicilio digitale sarà in primo luogo necessario dotarsi di indirizzo di posta elettronica certificata (email PEC) o servizio elettronico di recapito in linea con le regole Ue.

Sarà attivo da subito il domicilio digitale, l'indirizzo di posta elettronica a cui ogni cittadino sarà raggiungibile per le comunicazioni della Pubblica Amministrazione.

Con l'avvio del domicilio digitale, tutti i cittadini potranno scegliere da subito se ricevere multe e altre comunicazioni da parte dello Stato e dei suoi uffici tramite una semplice mail, dicendo addio alla vecchia casella postale. Con un portale specifico i domicili digitali saranno raccolti in un indice, realizzato prezzo l'Agenzia per l'Italia digitale.

SERVIZI IN DIGITALE - E ancora: "Promuovere integrazione e interoperabilità tra i servizi pubblici erogati dalle diverse amministrazioni; garantire maggiore certezza giuridica in materia di formazione, gestione e conservazione dei documenti digitali; rafforzare l'applicabilità dei diritti di cittadinanza digitale e accrescere il livello di qualità dei servizi pubblici e fiduciari in digitale; promuovere un processo di valorizzazione del patrimonio informativo pubblico e garantire un utilizzo più efficace dei dati pubblici attraverso moderne soluzioni di data analysis".

Fra l'altro, oltre all'ovvia velocizzazione delle operazioni, il domicilio digitale rappresenterebbe un risparmio per la spesa pubblica: le spese postali tradizionali pare ammontino oggi ad almeno 250 milioni annui, fra tutte le pubbliche amministrazioni italiane.

La novità modifica quanto previsto inizialmente dal decreto CAD di riforma della Pubblica Amministrazione e, dopo l'approvazione preliminare durante il Consiglio dei Ministri dell'8 settembre 2017 si attende ora il parere del Consiglio di Stato, delle commissioni parlamentari e della Conferenza Stato-Regioni per la piena entrata in vigore del nuovo domicilio digitale. "Con il domicilio digitale - si legge - le Pa non dovranno più sostenere i costi per produrre, conservare, trasmettere documenti cartacei, né altri costi, diretti (carta, toner, buste, etc.) e indiretti (costo del lavoro, tempo per attività manuali, tempo impiegato dal destinatario in caso di assenza per recuperare una raccomandata, etc.)". La prima stima parla di costi di manutenzione ed erogazione del servizio di circa 200.000 euro per il 2018 e il 2019.

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