Corea del Nord, Onu approva sanzioni su export tessile, import greggio

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Corea del Nord, Onu approva sanzioni su export tessile, import greggio

Il Consiglio di sicurezza dell'Onu approva all'unanimità (con il sì di Cina e Russia) una nuova risoluzione che prevede il varo di misure più severe a carico della Corea del Nord, in risposta al test "termonucleare" condotto il 3 settembre dagli scienziati agli ordini del giovane leader.

In precedenza le autorità nordcoreane avevano annunciato di aver testato con successo la bomba all'idrogeno, destinata ad equipaggiare missili balistici intercontinentali.

USA - Gli Stati Uniti "non cercano la guerra, il regime nordcoreano non ha ancora passato il punto di non ritorno, se dimostrerà di poter vivere in pace, il mondo vivrà in pace con lui", ha assicurato l'ambasciatrice Haley, secondo la quale le nuove sanzioni "affameranno il regime".

RUSSIA - Per la Russia ignorare la proposta russo-cinese di riavviare il dialogo con la Corea del Nord è "un grande errore" da parte del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.

La Corea del Nord è già stata destinataria di 9 pacchetti di sanzioni fortemente restrittive da parte delle Nazioni Unite, a partire dal 2006, per la sua attività nucleare. Gli Stati Uniti devono aspettarsi "una risposta molto forte, con conseguenze insostenibili": è la reazione di Pyongyang alle nuove sanzioni imposte dall'Onu sulla Corea del Nord. Un'altra proposta riguarda il blocco alla vendita del tessile nordcoreano all'estero e anche il congelamento dei beni all'estero di Kim Jong-Un e divieto di viaggio. La Corea del Nord ha detto di ritenere le sanzioni una "violenta violazione della nostra sovranità" e che Washington avrebbe pagato un prezzo per questa decisione.

SEUL - Le nuove sanzioni approvate dalle Nazioni Unite sono "un duro avvertimento" alla Corea del Nord da parte della "comunità internazionale" e Pyongyang dovrebbe capire che "le continue provocazioni approfondiranno soltanto l'isolamento diplomatico e la pressione economica", si legge in un comunicato del ministero degli Esteri sudcoreano.

Inoltre si decide che tutti gli Stati membri vietino a loro cittadini o entità di agevolare o effettuare trasferimenti da una nave all'altra di qualsiasi merce od oggetto che vengono forniti, venduti o trasferiti da o per la Nord Corea.

Nebenzia ha poi sottolineato di aver sostenuto la risoluzione perché Mosca non accetta "le rivendicazioni nordcoreane sullo status di potenza nucleare" e dunque sarebbe stato sbagliato "lasciare senza una dura risposta il test nucleare" del 3 settembre scorso.

La visione brigantesca degli Stati Uniti è che può farci rimanere in vita se lasciamo il nucleare e obbediamo a loro, ma non può tollerarci se ci teniamo il nucleare e manteniamo l'indipendenza. La risoluzione segue di qualche ora l'ennesimo anatema di Pyongyang: "Il mondo sarà testimone di come la Corea del Nord addomesticherà i gangster americani prendendo una serie di azioni più forti di quanto possano immaginare".

Nonostante Mosca condivida un confine piuttosto limitato con Pyongyang rispetto a quello che divide il regime di Kim Jong Un da Pechino - poche decine di chilometri rispetto agli oltre 1,400 del gigante asiatico - anche la Russia ha profondi legami storici con la Corea del Nord.

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