Consip, il pm Woodcock indagato anche per falso

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Consip, il pm Woodcock indagato anche per falso

Mi riferisco alla asprissima polemica tra il colonnello Sergio De Caprio, meglio conosciuto come Capitano Ultimo che arrestò il latitante Totò Riina insieme al maggiore del Noe (nomina in questi giorni per una beffa degli automatismi di carriera) Gianpaolo Scafarto e la PM di Modena Lucia Musti riguardo al padre dell'ex premier Matteo Renzi. Il caso è ben noto: Consip, ovvero la centrale di servizi informativi pubblici. In altri tempi si sarebbe parlato di eversione, se non di peggio'. L'ipotesi di reato di falso è stato contestata dalla Procura di Roma al pm napoletano Enry John Woodcock il 7 luglio scorso nel corso dell'interrogatorio al quale fu sottoposto dopo aver ricevuto un invito a comparire per rivelazione del segreto d'ufficio nell'ambito dell'inchiesta Consip.

Secondo l'accusa, quando inserì questo dato nell'informativa trasmessa agli inquirenti Scafarto già sapeva che i Servizi non c'entravano, ma poi è stato lo stesso ufficiale a chiamare in causa il magistrato; quella scelta non fu sua, ma "indotta" dal pm, avrebbe detto in un interrogatorio, prima di trincerarsi nel silenzio tenuto negli ultimi mesi.
"Dottoressa, lei, se vuole, ha una bomba in mano. Arriviamo a Renzi". La procura di Roma ha già acquisito le carte dal Csm e si prepara ad analizzarle per decidere se iscrivere o meno Ultimo sul registro degli indagati, dove peraltro Scafarto è presente da mesi. "Soprattutto, non ho mai parlato di Matteo Renzi con nessuno, nemmeno con la dottoressa Musti". A valutare la veridicità delle dichiarazioni di Scafarto, che collaborava con Woodcock nell'indagine su Romeo, dovranno essere il procuratore di Roma Giuseppe Pignatone, l'aggiunto Paolo Ielo e il sostituto Mario Palazzi.

"Le notizie sono davvero inquietanti e preoccupanti per la nostra democrazia", ha commentato su Ansa Graziano Delrio, ministro per le Infrastrutture e i Trasporti. "Credo che ci sia bisogno di stabilire la verità - ha affermato - perché la democrazia vive solo se si stabilisce la verità dei fatti". "Aspettiamo dunque di vedere le verifiche ma certamente ciò che esce fuori è inquietante", ha concluso.

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