Scambio elettorale politico-mafioso, 4 arresti a Nocera Inferiore. I nomi

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Scambio elettorale politico-mafioso, 4 arresti a Nocera Inferiore. I nomi

Quattro arrestati e diciannove indagati. E ancora minacce nei confronti di un candidato che si era rifiutato di accettare il servizio di attacchinaggio svolto nel corso dell'ultime elezioni amministrative del giugno scorso. Al centro delle indagini del ros i clan camorristici operanti nell'agro nocerino-sarnese e, in particolare, i loro interessi nel settore imprenditoriale.

I militari stanno eseguendo anche delle perquisizioni a carico di 19 indagati in stato di libertà per il reato di corruzione elettorale. In occasione delle consultazioni elettorali di Nocera Inferiore (Sa) del giugno 2017 venivano anche documentati numerosi casi di corruzione elettorale. Una vicenda che ha scosso profondamente Nocera Inferiore, uno dei comuni più grandi dell'Agro.

I provvedimenti cautelari personali, emessi dal giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Salerno, scaturiscono da un'indagine coordinata dalla Dda e condotta Da Ros dei carabinieri. Centrale, secondo gli investigatori, il ruolo avuto nella vicenda da Antonio Pignataro, storico affiliato alla Nco di Raffaele Cutolo, passato poi con la "Nuova Famiglia". Le attività costituiscono la prosecuzione dell'inchiesta "Un'Altra Storia", messa a segno nel dicembre 2016 a Nocera Inferiore, con l'esecuzione di un provvedimento di custodia cautelare nei confronti dei componenti di tre diversi gruppi criminali: tra questi il gruppo dei fratelli Luigi e Michele Cuomo.

Nel 2015, a Pignataro fu concesso di espiare al pena ai domiciliari per gravi motivi di salute. Insieme ad alcuni sodali, si sarebbe accordato con il consigliere Carlo Bianco (candidato nella lista dei "Riformisti").

Gli inquirenti hanno evidenziato che in conseguenza delle diretta sollecitazione di Bianco il 16 maggio 2017 la giunta comunale di Nocera Inferiore ha adottato l'atto di indirizzo ai funzionari comunali propedeutico per la variante al PUC. Bianco avrebbe avuto dal "boss" la promessa di ottenere voti attraverso "la forza di intimidazione di quest'ultimo" in cambio "della erogazione della utilità, rappresentanta dal cambio di destinazione urbanistica di un fondo ubicato nelle vicinanze delle proprietà della diocesi di Nocera Inferiore, sul quale doveva essere realizzato un edificio da destinare alla mensa Caritas". Ogni elettore, avrebbe dovuto registrare la sua preferenza in cabina con una fotografia delle scheda.

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