Il ragazzino effeminato riconsegnato alla mamma

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La Corte d'Appello ha accolto il ricorso contro il possibile affidamento del ragazzino a una comunità. La donna si era rivolta al legale, esperto in Diritto minorile, per tentare di avere giustizia. "Ammesso e non consesso che l'essere effeminato sia un problema, sicuramente non è un motivo valido per strappare un ragazzino alla famiglia".

Com'è iniziata la vicenda - A maggio scorso, alla madre giungeva una comunicazione contenente l'emanazione del Tribunale dei Minori del capoluogo veneto, attraverso la quale si evidenziava il decadimento della responsabilità genitoriale sul figlio, in base ad una relazione consegnata dai funzionari delle Politiche Sociali territoriali. Nonostante la relazione datata, i giudici avevano scelto di mandarlo via da casa. Il ricorso era stato immediato.

L'avvocato della mamma, Francesco Miraglia ha rivelato che all'udienza di martedì 8 agosto, non ha portato nuove prove, nuove testimonianze, o nuove relazioni ma semplicemente: "il ragazzino stesso, facendo vedere [ai giudici] sulla pelle e sulla vita di chi stessero emanando dei provvedimenti assurdi e immotivati". Il 13enne doveva essere trasferito dopo ferragosto in una comunità del Trevigiano. I giudici, valutata la situazione, si sono convinti per la sospensione del provvedimento.

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