Ecco chi è Rassoul Bissoultanov, l'assassino di Niccolò Ciatti

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Ecco chi è Rassoul Bissoultanov, l'assassino di Niccolò Ciatti

Il 24enne è un atleta professionista di lotta libera, che ha partecipato a diversi tornei.

Gli altri due ragazzi ceceni coinvolti nell'aggressione all'italiano sono stati scarcerati ieri perché il giudice catalano non ha ritenuto che esistessero gli estremi per la custodia cautelare; entrambi sarebbero già rientrati nella zona di Strasburgo dove vivono: K.K., 20 anni, e M.M. di 26 anni sono comunque stati iscritti nel registro degli indagati per omicidio e uno di loro ha l'obbligo di non uscire dall'area Schengen.

Il 24enne ha cercato asilo politico proprio in Francia in seguito al conflitto tra la Cecenia e la Russia. Fonti di polizia hanno riferito che la brutalità del pestaggio, continuato anche quando il giovane italiano era ormai privo di sensi e incapace di reagire, è compatibile con una formazione paramilitare. I due - spiega il giornale spagnolo - non si conoscevano e la lite è scoppiata quando uno ha spintonato l'altro sulla pista da ballo. Poi Ciatti ha ricevuto un pugno ed è caduto a terra, poi ha ricevuto il calcio in faccia fatale.

Questi sono solo alcuni dei nuovi particolari sulla morte del ragazzo italiano a Lloret De Mar. La discoteca St. Trop' è stata chiusa e gli inquirenti stanno indagando sulle responsabilità nella vicenda del locale, che può ospitare fino a 2mila persone e la sera della rissa, per controllarle, erano in servizio solo 9 buttafuori, nessuno dei quali è intervenuto. Sandro Fallani, sindaco di Scandicci, città natale di Ciatti, spiega anche che, nel caso in cui questo non fosse possibile, "vorremmo essere parte civile sostanziale: sto cercando il sindaco di Lloret del Mar. Lui ha espresso la volontà, e ne ha la facoltà, di costituirsi parte civile". Vogliamo trovare un ponte collaborativo su questo perché non vogliamo lasciare sola la famiglia di Niccolò. Rilevano infatti che il calcio mortale alla testa di Ciatti è stato sferrato dal giovane ceceno mentre il ragazzo italiano era a terra e non poteva difendersi. "La sua famiglia è conosciuta sia nel quartiere e che in città". Ci sono filmati inequivocabili e testimonianze precise che purtroppo non lasciano dubbi sulla dinamica dei fatti. Dopo il trasferimento in Francia per la richiesta di asilo politico, risulta tesserato all'Academie Europenne di Strasburgo. Forse in seguito a ritorsioni, si sarebbe rifugiato in Francia. In molti casi il clamore mediatico ha contribuito a tenere acceso il bisogno di verità e di giustizia, ed ha comportato decisioni drastiche delle nostre istituzioni. "Chiediamo al procuratore di Roma Pignatone e al ministro delle Giustizia che si adottino senza ulteriori esitazioni tutte le iniziative del caso".

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