Cresta sui carburanti a Taormina, 11 indagati per truffa

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Una frode ai danni di due partecipate del Comune di Messina e di Taormina impegnate nella raccolta rifiuti e nel caso di MessinAmbiente aggravando una situazione economica già molto critica: si deciderà sul fallimento o la salvezza il prossimo 15 settembre a causa di un debito di 30 milioni circa con l'Agenzia delle entrate.

Facevano la cresta sul carburante. L'eccedenza veniva ripartita tra gli autori della truffa attraverso prelievi gratuiti di carburante.

I finanzieri hanno condotto un minuzioso lavoro di confronto tra le letture delle colonnine di distribuzione della benzina, bollette a carico del gasolio rifornito, fatture emesse dai distributori e pagamenti corrisposti dalla Messinambiente e dalla AtoMe 4 verso le due aree di servizio.

L'ordinanza, notificata dai militari dipendenti dal Comando Provinciale di Messina e firmata dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Messina, dott. Delle undici persone coinvolte, tre sono state raggiunte dal provvedimento di custodia cautelare ai domiciliari, otto hanno l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

I finanzieri hanno, inoltre, sottoposto a sequestro il profitto del reato, quantificato complessivamente in settemila euro, sui rapporti di conto corrente riconducibili agli indagati.

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