Tassa Airbnb sugli affitti brevi: il 17 luglio il primo pagamento

Share

Tassa Airbnb sugli affitti brevi: il 17 luglio il primo pagamento

Ecco come funziona la tassa Airbnb sulle locazioni brevi, chi deve pagarla e quali sono i soggetti obbligati al versamento entro la scadenza del 17 luglio 2017.

AFFITTI BREVI, ISTRUZIONI Le "locazioni brevi" sono quei contratti di affitto di durata non superiore a 30 giorni, stipulati da persone fisiche al di fuori dell'attività d'impresa, direttamente o tramite intermediari, anche online, inclusi quelli che prevedono la fornitura di biancheria e la pulizia dei locali.

Con la manovra correttiva approvata in primavera è stato introdotto l'obbligo per chi esercita attività di intermediazione immobiliare, cioè le classiche agenzie immobiliari o anche i portali come Airbnb e Booking, di comunicare al fisco i dati riguardanti i contratti registrati, con l'obbligo di trattenere una ritenuta del 21% sul canone, trasmettendo all'Agenzia delle Entrate gli estremi del contratto. Andiamo dunque a scoprire nel dettaglio cosa cambia con la nuova tassa Airbnb, chi deve pagarla e come.

Quando si paga la cedolare secca? Secondo quanto emerso, dalla manovra correttiva ai redditi che derivano da questi tipi di contratti stipulati in data successiva all' 1 giugno 2017, si applicherà in via opzionale la cedolare secca con l'aliquota del 21% sostitutiva dell'IRPEF e delle addizionali sui redditi derivanti dalla locazione. Per provare a rincorrere le eventuali evasioni degli intermediari esteri, ci si è inventati la Tassa Airbnb, che non colpisce affatto le multinazionali del web, che continueranno a non pagare le tasse in Italia e si è solo creato l'ennesimo aggravio per gli agenti immobiliari e gli intermediari nazionali ai danni dell'intero settore. Si tratta di una possibilità già esistente prima di quest'ultima normativa, tuttavia ora la possibilità di scelta viene estesa anche ad altre tipologie di contratti, come 'contratti di sublocazione, contratti a titolo oneroso conclusi dal comodatario e aventi come oggetto il godimento dell'immobile a favore di terzi, a patto che rispettino le condizioni previste per essere definiti contratti di locazione breve'. È loro obbligo trasmettere alle Entrate i dati relativi ai contratti ossia nome, cognome e codice fiscale del locatore, la durata del contratto, importo del corrispettivo lordo e indirizzo dell'immobile. Gli intermediari dovranno inoltre certificare e dichiarare le ritenute operate.

In ogni caso è bene fare chiarezza: chi sono i soggetti obbligati al versamento entro il prossimo 17 luglio 2017 e a rispettare, mensilmente, l'adempimento?

Arrivano le regole per pagare la tassa sugli affitti brevi: l'Agenzia delle Entrate ha diffuso il provvedimento [1] che regola le modalità di comunicazione dei dati per la nuova cedolare secca del 21% che viene trattenuta direttamente dagli intermediari. Per gli intermediari la scadenza è sempre al 16 del mese successivo alla locazione.

I non residenti devono avvalersi della stabile organizzazione in Italia, o del rappresentante fiscale.

L'intermediario, poi, certifica le ritenute effettuate: se il titolare sceglie di avvalersi della cedolare secca (può farlo anche in sede di dichiarazione dei redditi), nella dichiarazione annuale non risulterà alcuna imposta a debito da versare. Per i privati le comunicazioni devono arrivare entro il 30 giugno dell'anno successivo a quello di chiusura del contratto.

Per il versamento bisognerà utilizzare il modello F24 e il codice tributo 1919 istituito dall'Agenzia delle Entrate con risoluzione n. 88/E del 5 luglio 2017.

Share

Pubblicità



© Molisedoc. Tutti i diritti riservati.