Padoan: "Fuori dal tunnel, il Fiscal Compact non decide le sorti dell'Ue"

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Il ministro Padoan s'è voluto tenere a debita distanza da questo scambio ma su un punto è intervenuto per dire che "il futuro Ue non si gioca sul Fiscal Compact".

FIUGGI -La V Festa Nazionale "Left Wing", iniziata ieri alle Terme di Bonifacio VIII - Piazza Caduti di Nassiriya è proseguita stasera con Piercarlo Padoan, Ministro Economia e Finanze e Roberto Gualtieri, Presidente Commissione Problemi Economici e Monetari del Parlamento Europeo. Il riferimento è alla trattativa promessa da Parigi e Berlino, e.

"Il Fiscal Compact ha dei problemi tecnici che hanno implicazioni su come si disegna la politica del bilancio".

(Teleborsa) - "E' vero che ci sono elementi di miglioramento nell'andamento dell'economia internazionale ma c'è una crescita in Italia più che proporzionale che si deve spiegare con politiche prese che incidono sulla capacità strutturale dell'economia di migliorarsi". E Monti ribatte a muso duro: il leader Pd è "come un disco rotto", ripete accuse "rissose" a "impatto zero", dopo aver "preteso di governare" a discapito di Letta. Pronta la replica del'ex premier Dem via Facebook: "La cultura dell'austerity ha visto aumentare il numero di famiglie in povertà, un Pil negativo e crescere diseguaglianze". Renzi rivendica invece i risultati di questi giorni sulla crescita come frutto della sua azione di governo. "Ma secondo me la strada è quella", ha sostenuto Padoan.

Giù le tasse? Si può fare, visto che il tunnel della crisi appare superato, ma bisogna agire in modo che la riduzione della pressione fiscale sia stabile, che non si debba più fare marcia indietro. Attualmente le previsioni governative sono quelle del Def di aprile e vedono una crescita programmatica dell'1,1% con un debito/Pil al 132,5%. "I prossimi anni - ha aggiunto - saranno senza ombra di dubbio i migliori". Lo spazio fiscale non è tuttavia ampio, e bisognerà usare al meglio le risorse: "L'obiettivo è concentrarsi ancora sull'emergenza sociale", ha spiegato Padoan, prevedendo "un ulteriore sostegno agli investimenti" e individuando "una priorità: accrescere l'incentivo alle imprese per assumere i giovani". Parliamomone pure, ha risposto il ministro, ma con grande attenzione: "Bisogna decidere quanto è alta". "Chiediamoci chi ci guadagna e chi ci perde" ha affermato perché è importante non accentuare le disuguaglianze esistenti. Insomma "chi propone la flat tax - è stata la conclusione - è pregato di dirmi a quale livello pensa e se ha fatto i conti con gli effetti redistributivi".

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