Migranti. Paesi Ue non disponibili ad aprire i porti

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Migranti. Paesi Ue non disponibili ad aprire i porti

Già nei giorni scorsi, e in particolare in occasione del Consiglio dei ministri degli Interni Ue di Tallinn, la scorsa settimana, diversi paesi avevano espresso dubbi e perplessità, se non un'aperta opposizione, all'idea italiana di chiedere che anche altri porti europei accolgano le imbarcazioni delle operazioni Ue che salvano migranti nel Mediterraneo centrale.

Si tratterebbe di una politica sacrosanta a tutela e sviluppo dei cittadini e del popolo italiano, un concetto troppo difficile da capire per una classe politica che si pavoneggia nell'essere ospite dei salotti della finanza mondialista che sta perpetrando la più grossa opera di distruzione del tessuto sociale nazionale e non solo, per i propri miseri, spregevoli interessi di parte. Il direttore della Polizia di Frontiera Giovanni Pinto che ha presenziato al vertice di Varsavia per conto di Minniti parla di "importante passo avanti". La modifica di Frontex e l'annessa regionalizzazione degli sbarchi continua a scontrarsi con il muro dei paesi Ue contrari ad aprire i loro porti all'Italia.

La delegazione italiana ha chiesto che in caso di massiccio afflusso di migranti, sia possibile farli sbarcare nei porti di altri Stati membri.

Il codice di condotta per le Ong che l'Italia sta elaborando, secondo il piano dalla Commissione europea, sarà valutato dallo stesso gruppo di lavoro stabilito a Varsavia da Frontex. Ma, come ha spiegato Leggeri, tale piano "deve essere concordato fra Italia, altri Stati e Frontex e gli Stati che partecipano devono essere d'accordo con il piano operativo", che devono approvare "all'unanimità". "Frontex si occupa delle questioni operative e giuridiche", ha spiegato.

Mentre il governo italiano veniva preso a pesci in faccia al G20 sulla questione dei sedicenti "profughi" e successivamente dall'eurogruppo sulla flessibilità di bilancio come e peggio di un qualsiasi esecutivo fantoccio dei tempi del nazismo, emergevano dati disastrosi sulla tenuta sociale del nostro paese. Lo scrive, in un post su Facebook, il vicepresidente della Camera M5S Luigi Di Maio, in queste ore a Bruxelles.

Nella prima metà del 2017 gli arrivi illegali nell'Ue sono scesi del 68% su base annua a quota 116 mila, ma in Italia e Spagna si è verificato un rialzo. Guardando al flusso complessivo di migranti verso la Ue, nei primi sei mesi è stato di 166.000 persone, con un calo del dato generale del 68% rispetto al 2016.

Si tratta, pertanto, perlopiù, come scritto e riscritto da queste pagine da tempo ormai, di "migranti economici: essenzialmente - ha aggiunto - provengono da Paesi sub-sahariani".

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