Juventus, Bonucci spiega i motivi dell'addio: "Non mi sentivo importante"

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Juventus, Bonucci spiega i motivi dell'addio:

Anche prima c'erano state altre cose, ma la situazione si era ricomposta. Anche i matrimoni più belli a volte finiscono, per questo di comune accordo abbiamo deciso di allontanarci. "Per dare il 100% io devo sentirmi importante, cosa che alla Juventus ormai succedeva a fasi alterne". Ho sposato un progetto ambizioso, per il quale ora metto a disposizione la mia esperienza.

A domanda diretta sull'addio alla Juventus, Bonucci, però risponde così: "La vita è fatta di cicli che si aprono e chiudono, e quando fai parte di un gruppo per sette anni speri di lasciare qualcosa di bello". Ma il rapporto era arrivato alla conclusione, da parte di entrambi non c'era più voglia di continuare insieme. Per me non è stata una scelta facile perché sette anni sono difficili da chiudere e da dimenticare. Per come è finita ne siamo usciti tutti bene e contenti: io, il Milan e la Juve.

Allegri? Con lui ho avuto un rapporto alla luce del sole.

Max Allegri ha poi parlato, e non poteva fare altrimenti, dell'addio di Bonucci e dell'interesse del Barça per Dybala: "Sono arrivati giocatori importanti e il mercato non è finito". Ma con lui non ho avuto alcun tipo di problema. Ho fatto tanto per la Juventus, io non mi sento un traditore né un mercenario. Quella è stata la goccia finale che ha fatto traboccare il vaso. A questa domanda, il difensore ha risposto con tono diplomatico: 'Con i se e con i ma non si va da nessuna parte'. L'episodio più eclatante, anche dal punto di vista mediatico, è stata la tribuna punitiva di Oporto, in occasione dell'andata degli ottavi di Champions League: "E' successo anche qualcosa prima. Se dovessero fischiarmi devono sapere che, così come gli insulti che ricevevo in bianconero mi caricavano, sarà così anche nel caso mi fischiassero allo Stadium".

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