Fortuna, arriva la sentenza per "Titò"

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Fortuna, arriva la sentenza per

Le sorti dei due imputati Raimondo Caputo detto Titò e Marianna Fabozzi erano nella camera di consiglio della quinta sezione di Corte di Assise di Napoli, iniziata oggi. Caputo era stato accusato anche di abusi nei confronti della minore e di due delle tre figlie dell'ex compagna, Mariana Fabozzi che, a sua volta, è stata condannata a 10 anni per non aver impedito le violenze.

Secondo la difesa, la ragazzina avrebbe in un secondo momento cambiato il racconto, perché spinta a rispondere a domande "condizionate". Accusata sempre da lui di aver ammazzato nello stesso modo anche il figlioletto piccolo, Antonio Giglio, morto in condizioni analoghe a Fortuna nel 2013.

Caputo si è sempre professato innocente. "Caputo è, però, responsabile degli abusi ai danni di una delle figlie della Fabozzi" ha dichiarato Angelo Pisani, difensore di Pietro Loffredo. Entrambe, nel corso dell'incidente probatorio tenuto nel maggio del 2016 ad Aversa (Caserta) negli uffici della Procura di Napoli Nord, avevano raccontato degli abusi cui le sottoponeva Caputo, con l'acquiescenza della madre. "Fortuna - ha aggiunto Bonavita - è caduta vittima di una rete di pedofili attiva al Parco Verde, su cui gli investigatori non hanno effettuato alcun approfondimento".

"È stato un processo con qualche anomalia - dice Salvatore Di Mezza, difensore di Marianna Fabozzi - come il fatto che la parte civile, il padre di Fortuna, Pietro Loffredo, non si sia associato alle conclusioni del pm sulla responsabilità di Caputo". "La morte di Fortuna - afferma l'avvocato Gennaro Razzino, che difende Mimma Guardato - è stata caratterizzata da una omertà diffusa fin dalla fase delle indagini preliminari, che ha reso difficile accertare la verità". Durante il processo ci sono state molte reticenze da parte di testimoni, con gli atti inviati in Procura per falsa testimonianza.

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