Dal mondo/Turchia, in migliaia in piazza per commemorare fallito golpe

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Dal mondo/Turchia, in migliaia in piazza per commemorare fallito golpe

Le cose sono cambiate con il Colpo di Stato militare del 1998 e con il bando dei Fratelli Mussulmani: l'AKP si è costituito proprio come una branca moderata del movimento islamista divenuto fuorilegge e, proprio questo aspetto apparentemente moderato ha reso possibile la convergenza con il movimento di Gülen. Se da un lato i 'gülenisti' trovavano un utile alleato nell'AKP contro il comune nemico rappresentato dai militari, dall'altro l'AKP ha trovato nell'organizzazione di Gülen una struttura ben organizzata e finanziata a cui appoggiarsi. I presunti golpisti dovrebbero entrare in tribunale indossando una "uniforme, come quella dei detenuti a Guantanamo", ha suggerito poi il presidente, che si appresta a dare il via libera nel Consiglio di sicurezza nazionale di domani all'estensione per altri 3 mesi dello stato d'emergenza, in vigore dal 20 luglio scorso.

La folla che lo acclamava invocava Allah, infatti Erdogan è stato promotore di riforme che hanno smembrato la laicità dello Stato, raggiunta non facilmente in questa nazione e molto dopo le altre. "Taglieremo le teste dei traditori", ha detto con tono miaccioso davanti a milioni di persone che hanno invaso le strade.

Dopo il boom della manifestazione dell'opposizione una settimana fa a Istanbul, Erdogan ha risposto riversando un fiume di sostenitori in tutto il Paese, dove anche le moschee sono tornate a recitare il Corano "per i martiri e la democrazia".

Il bilancio finale fu di 290 morti, 1440 feriti e circa 6 mila, tra militari e giudici, arrestati perché ritenuti complici dello sventato colpo di stato. Questo il quadro tracciato in un'intervista ad Aki-Adnkronos International da Huseyin Bagci, docente di Relazioni Internazionali all'Università Metu di Ankara, a un anno esatto dal fallito golpe contro il presidente Recep Tayyip Erdogan.

IL REFERENDUM - La posizione di Erdogan è stata poi rafforzata dalla vittoria del referendum del 16 aprile, che prevedeva un ampliamento dei suoi poteri.

Ma l'unico recente baluardo democratico nel Paese è stato rappresentato dalla marcia per la giustizia organizzata dal Partito repubblicano del popolo. In un articolo pubblicato oggi sul settimanale "Bild Sonntag", Juncker si è detto preoccupato in particolare per l'arresto di alcuni giornalisti, come il tedesco Deniz Yucel del quotidiano "Die Welt", affermando che la detenzione "senza processo" di Yucel "non è compatibile con i diritti umani, la libertà di espressione e lo stato di diritto".

Le autorità di Ankara hanno accusato il predicatore Fethullah Gulen, che vive negli Stati Uniti, di essere l'istigatore del fallito golpe, e hanno chiesto più volte a Washington l'estradizione.

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