Bosetti ai giudici: "Yara poteva essere mia figlia"

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Bosetti ai giudici:

La Corte d'assise d'appello di Brescia si pronuncerà oggi sull'omicidio di Yara Gambirasio, per il quale Massimo Bossetti rischia l'ergastolo.

"Poteva essere mia figlia, la figlia di tutti noi".

L'accusa, rappresentata dal sostituto procuratore generale Marco Martani, ha invece chiesto la conferma della condanna all'ergastolo inflitta a Bossetti nel primo grado di giudizio. "Pensate però come può sentirsi una persona attaccata con ipotesi fantasiose e irreali", ha detto, leggendo alcuni fogli estratti da una cartella rossa. La ragazzina fu rapita e uccisa la sera del 26 novembre 2010, a Brembate Sopra, nel tragitto tra la palestra e la casa dove viveva con i genitori, la sorella maggiore e i due fratellini. Gli avvocati di Bossetti hanno chiesto fino all'ultimo l'assoluzione o di riaprire il processo con una perizia sul materiale genetico, che secondo la difesa è pregno di anomalie.

"Concedetemi la superperizia" sul Dna così "posso dimostrare con assoluta certezza la mia estraneità ai fatti". Non solo non ho ucciso Yara, ma non ho mai avuto un contatto con lei. Si è verificato un errore, ma non ho mai avuto la possibilità di partecipare all'esame. "Non sono io l'assassino".

"Il mio primo pensiero va a Yara, unica vera vittima di questa tragedia. Perché avete agito così umiliandomi davanti ai miei figli, al mondo intero, perché?", si chiede l'imputato. "Perché, perché, perché?" ha detto il muratore. Tanti i 'gossip' che hanno trasformato il processo per l'omicidio di Yara Gambirasio in uno squallido teatrino degno dei migliori settimanali scandalistici.

Yara Gambirasio
Yara Gambirasio

La prova scientifica "assolutamente affidabile" per l'accusa va letta insieme agli altri indizi di un'indagine. E aggiunge: "Sono arrabbiato, deluso, stanco di sentire chi mi accusa ingiustamente".

Parlando del suo arresto, avvenuto il 16 giugno 2014, in un cantiere alle porte di Bergamo, Bossetti ha poi parlato delle "modalità scandalose" usate, a suo dire, dai carabinieri: "Tutto sulla mia pelle, non posso fare finta di nulla".

La 13enne è stata trovata senza vita in un campo incolto a Chignolo d'Isola, una zona che il muratore di Mapello conosceva per lavoro.

Un delitto compiuto da "un perverso sessuale sadico, l'opposto esatto di Bossetti", secondo i suoi legali: le ricerche pornografiche sul computer risalgono a tre anni dopo la morte di Yara e non indicano nessuna perversione dell'imputato.

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