Zuckerberg "Su Facebook tolleranza zero contro il terrorismo"

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Infatti, come indicato anche dal Corriere della Sera, Facebook ha esteso questi controlli anche agli altri suoi due servizi di messaggistica istantanea Whatsapp e Instagram, ma la collaborazione con le aziende del web, le istituzioni governative specializzate e le politiche di sensibilizzazione dei propri utenti sono una fondamentale arma di contrasto.

"La nostra posizione sul terrorismo è abbastanza chiara: il terrorismo non deve aver post in alcun luogo, né su Facebook né altrove su Internet". Siamo d'accordo con quelli che dicono che i social media non dovrebbero essere un luogo in cui i terroristi hanno una voce.

L'Intelligenza artificiale come lotta al terrorismo, Mark Zuckerberg, si è trovato nuovamente, anche se a fin di bene, in una bufera dopo che su Facebook sono tati rivelati per errore l'identità di alcuni moderatori impegnati nel rimuovere contenuti legati all'Isis sul social network. Lo riporta il Guardian, specificando che il "bug" interessa più di mille lavoratori di 22 dipartimenti del social network che rivedono e rimuovono contenuti inappropriati, come propaganda terroristica e linguaggio d'odio. "Abbiamo team che valutano le informazioni riferite a post che sostengono il terrorismo: cerchiamo di rimuovere questi ultimi il più velocemente possibile". E quando Facebook identifica pagine, gruppi, post o profili che supportano il terrorismo, utilizza algoritmi per trovare materiale correlato in tutta la sua piattaforma sociale. "In rari casi quando scopriamo una minaccia imminente facciamo intervenire le autorità".

"È un dibattito che durerà anni - conclude Zuckerberg -". "Mantenere al sicuro la nostra comunità globale è una parte importante della nostra missione" spiega Zuckerberg.

Secondo quanto rivelato da Zuckerberg verrà creato un team dedicato che sarà composto da almeno 150 professionisti fra i quali verranno inseriti esperti di sicurezza informatica, professori universitari, analisti ed ex membri delle forze dell'ordine con esperienza di contrasto al cyber-terrorismo. "Dato che sempre più delle nostre vite si estendono online e le tecnologie digitali trasformano il nostro modo di vivere, dobbiamo affrontare nuove questioni impegnative, partendo dal trovare il modo migliore per salvaguardare la privacy personale online al significato della libera espressione verso il futuro del giornalismo in tutto il mondo".

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