Venerdì 30 giugno appello per Bossetti a Brescia

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Venerdì 30 giugno appello per Bossetti a Brescia

I carabinieri ci dissero che Massimo era stato arrestato. Nella lunga intervista, rilasciata a Gente, la moglie del muratore ha affrontato anche argomenti "difficili" come i tradimenti coniugali, le lettere di Bossetti a una detenuta, le ricerche su siti porno di cui si discusse al processo di primo grado, dei rapporti con la suocera Ester Arzuffi, ormai interrotti perché: "Nel momento del bisogno più acuto né io né i miei figli abbiamo potuto contare su di lei".

Torna a parlare Marita Comi, la moglie di Massimo Bossetti, accusato di aver ucciso la piccola Yara Gambirasio. Le telecamere delle televisioni potranno seguire ed aggiornare pedissequamente tutte le tappe di questo atteso processo d'appello solamente in strada, lungo via Gambara, che il giorno della prima udienza sarà chiusa al traffico proprio per permettere ai furgoni-regia delle tv di posizionarsi in prossimità del tribunale. Secondo la corte d'Assise di Bergamo è stato lui a uccidere la giovanissima Yara Gambirasio.

A un anno dalla condanna in primo grado all'ergastolo, venerdì mattina, 30 giugno, al palazzo di giustizia di Brescia si aprirà il processo d'appello. Nelle motivazioni dei giudici si legge che "è ragionevole ritenere che l'omicidio sia maturato in un contesto di avances a sfondo sessuale". Contro Bossetti c'è una prova che i giudici della Corte d'Assise di Bergamo hanno definito 'granitica', che sarebbe sufficiente, da sola, a giustificare il massimo della pena inflitta all'imputato: ovvero il suo Dna sugli slip di Yara. Altri accertamenti saranno chiesti sulle fibre dei sedili del furgone di Bossetti che sono "compatibili" con quelle trovate sul corpo della ragazza. Le analisi del DNA però dicono altro, così la donna ha dichiarato che probabilmente Massimo e la sua gemella sarebbero stati il frutto di una fecondazione artificiale fatta a sua insaputa, tesi molto complicata da dimostrare e che sembra addirittura surreale.

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