Trump contesta voci stampa inchiesta per ostacolo alla giustizia in Russiagate

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Trump contesta voci stampa inchiesta per ostacolo alla giustizia in Russiagate

L'ha fatto con un tweet in cui scrive: "Sono indagato per aver licenziato il direttore dell'Fbi dall'uomo che mi ha detto di licenziare il direttore dell'Fbi". A dare una grossa mano a questo giro di informazioni c'è poi lo stesso Trump pronto a gridare alla più grossa caccia alle streghe di sempre. Quello scoop dice anche che il presidente avrebbe chiesto ai funzionari di tenere dichiarazioni pubbliche in merito al suo 'non-coinvolgimento' nell'indagine.

Molto probabilmente Trump aveva in mente l'autore del memorandum diventato il pretesto ufficiale per il licenziamento di Comey.

"Hanno inventato una storia falsa di collusione con i russi, trovato zero prove, così adesso passano all'ostruzione della giustizia sulla storia falsa". Il suo mandato è vasto.

A quel punto le strade per Trump sarebbero due: le dimissioni oppure l'accettare di essere sottoposto al giudizio e al voto del Senato sulla vicenda. Nel suo solito stile un po' sibillino, Donald Trump, con un tweet ammette di essere sotto inchiesta. Un'indiretta conferma della notizia è stata fornita dal portavoce dell'avvocato di Donald Trump, che ha definito oltraggiosa, non scusabile e illegale la fuga di notizie dell'Fbi, sull'indagine a carico del Presidente. Lo stesso capo d'accusa tra l'altro fu sollevato nei confronti di Nixon e lo avrebbe portato all'impeachment se non si fosse dimesso. Inoltre, la stampa Usa rivela che il vicepresidente Mike Pence ha ingaggiato un consulente legale per valutare le possibili ricadute delle indagini. Il dipartimento di giustizia non l'ha presa bene, per usare un eufemismo. Evidentemente in un incontro alla Casa Bianca Trump chiese a tutti i presenti di uscire dalla Stanza Ovale per potere parlare a quattr'occhi con Comey. Così la guerra è arrivata in superficie. Il giornale americano cita una fonte anonima.

E' talmente irrituale che sembra scritta dallo staff di Trump.

Stessa imputazione che fa ora tremare la Casa Bianca. Una caccia alle streghe, appunto. Che però potrebbe avere agito impropriamente. Questo significa che Mueller ha iniziato a indagare sul conto di Trump, per verificare se il presidente con il suo comportamento ha cercato di ostacolare il corso della giustizia. In quel caso l'ostruzione alla giustizia sarebbe palese (almeno politicamente), e diventerebbe impossibile per lui continuare ad avere l'appoggio dei repubblicani al Congresso, sostegno necessario per evitare la procedura di incriminazione.

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