Si dimettono Ferrara e la Ferrigno

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Si sono dimessi i consiglieri del Tesoro nel consiglio di amministrazione della Consip, la società al centro dell'inchiesta che coinvolge tra gli altri il ministro per lo Sport Lotti e il padre di Renzi: il presidente Luigi Ferrara e la consigliera Marialaura Ferrigno. Con le dimissioni di Ferrara e Ferrigno, il Consiglio di Amministrazione della Consip è decaduto in quanto essendo formato da tre membri (l'altro è l'amministratore delegato Luigi Marroni) decade l'intero organismo della Controllata dal Mef. La notizia dell'iscrizione sul registro degli indagati di Ferrara si è diffusa nel pomeriggio da ambienti parlamentari. Di conseguenza salta anche l'amministratore delegato Luigi Marroni, uno dei protagonisti dell'inchiesta sulla centrale acquisti della Pubblica Amministrazione e "accusatore" del ministro Luca Lotti sulla rivelazione del segreto d'ufficio. Lo spiega il primo firmatario della mozione Andrea Augello (Idea).

Dimissionario da ieri, Ferrara è accusato di aver fornito false informazioni ai pm. Nelle scorse ore era stato sentito come testimone dalla Procura di Roma il presidente di Consip Ferrara, ora dimessosi. Lotti, uomo di fiducia di Renzi, ha sempre respinto tutte le accuse e resta indagato assieme al generale dei carabinieri, Emanuele Saltalamacchia. Di qui la decisione del governo di provocare la decadenza del cda e tentare di superare la discussione al Senato: una mossa che rischia di venire vanificata dalla resistenza di Marroni.

A breve ci sarà dunque un nuovo vertice, in quanto l'amministratore delegato Marroni rimane in carica con il solo compito di convocare entro 8 giorni l'assemblea dei soci per la nomina del nuovo Consiglio di Amministrazione. "Può sembrare un paradosso, ma non sarebbe meno paradossale che Padoan accettasse queste due dimissioni dopo aver respinto per due volte quelle di Marroni". "Mi limito a ricordare che Marroni parla nelle vesti di testimone e quindi è obbligato a dire la verità".

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