Riforma Pensioni, Ape sociale al via: è subito boom di richieste

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Riforma Pensioni, Ape sociale al via: è subito boom di richieste

La rifoma prevede il pensionamento anticipato per i lavoratori precoci con almeno 41 anni di contributi e l'indennità Ape per i disoccupati e disabili con almeno 63 anni e con ammortizzatori sociali esauriti da almeno tre mesi e che abbiano almeno 30 anni di contributi, il governo in collaborazione con l'inps ha stimato che ad oggi i potenziali interessati dal provvedimento per il 2017 sono circa di 60.000 persone, di cui 35.000 per l'Ape sociale e di 25.000 persone per i precoci, per l'anno 2018 gli interessati alla riforma delle pensioni dovrebbero essere 45.000.

Inoltre, se qualcuno avesse già presentato la richiesta questa andrà nuovamente inviata perchè valida solo dopo la pubblicazione dei decreti in Gazzetta. Ma per quale motivo si vuole rivedere il limite d'età per ottenere la pensione di vecchiaia? L'anzianità contributiva minima si abbassa a 36 anni per quei lavoratori che svolgono attività particolarmente pesanti e non essere titolari di pensione diretta. L'importo, che non sarà rivalutabile, risulterà pari a quello della rata mensile della pensione calcolata al momento in cui si accederà effettivamente alla prestazione (se inferiore a 1.500 euro) o pari a 1.500 euro se la pensione è uguale o maggiore di questo importo. Insieme a queste due soglie occorrerà trovarsi in questi quattro profili di tutela: disoccupati, invalidi almeno al 74%, assistere da almeno sei mesi il coniuge o un parente entro il 1° grado convivente, o svolgere da almeno sei anni negli ultimi sette mansioni gravose.

Il beneficiario dell'Ape sociale potrà anche continuare a lavorare purché i redditi da lavoro percepiti non vadano a superare 8mila euro lordi annui, e purché quelli derivanti da lavoro autonomo non superino i 4.800 euro.

I lavoratori precoci, ossia coloro che hanno lavorato almeno un anno prima dei 19 anni, potranno andare in pensione con 41 anni di contributi, anche prima dei 63 anni di età.

Le domande possono essere presentate entro il 15 luglio 2017 e verranno prese in considerazione pure quelle persone che raggiungeranno i requisiti previsti entro la data di fine presentazione previamente fissata.

Il decreto che cancellerebbe l'attuale limite di 66 anni e 7 mesi, già fortemente contestato dai lavoratori prossimi alla pensione, è pronto, redatto dal Ministero del Lavoro e delle Finanze, assieme alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

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