Rai, niente tetto ai compensi delle star della tv di Stato

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Rai, niente tetto ai compensi delle star della tv di Stato

È di ieri la notizia che il CdA di Viale Mazzini ha dato l'ok alla delibera sul piano per l'individuazione e la remunerazione dei contratti che possono superare il limite dei 240 mila euro in virtù di "prestazioni artistiche".

Il documento approvato - che prevede una verifica annuale - precisa che "possono considerarsi di natura artistica le prestazioni in grado di offrire intrattenimento generalista oppure di creare o aggiungere valore editoriale in termini di elaborazione del racconto nelle sue diverse declinazioni, in maniera coerente all'obiettivo generale di servizio pubblico". Lo stesso piano prevede però 'una riduzione dei compensi in misura almeno pari al 10%, che andrà ad aumentare progressivamente con il salire degli importi'. Per ogni deroga al tetto - è scritto ancora - dovrà essere fornita adeguata motivazione resa esplicita in fase contrattuale da parte degli organi responsabili. I nomi confermati sarebbero, oltre a Fazio, quelli di Cristina Parodi a 'Domenica In' e Paola Perego, che potrebbe condurre un talk show su Rai2 in stile 'Virus', poi Lucia Annunziata con 'In Mezz'ora' prima parte (sempre incentrato su un protagonista) e 'In mezz'ora' seconda parte, che avrà un taglio più da magazine settimanale e si occuperà di temi di attualità.

Il primo commento dopo il via libera del cda è stato quello del consigliere Arturo Diaconale: "Quello di oggi è il compromesso migliore che siamo riusciti a trovare, ma presuppone l'attesa per una legge chiarificatrice" ha spiegato, sottolineando che "il Parlamento deve decidere quale deve essere la sorte della Rai".

Non c'è nulla comunque di definitivo, perché questo piano sarà valutato di anno in anno. Nella deroga potranno rientrare tutti i professionisti, una quarantina, che di fatto sforano il tetto. A Rai 3 è anche confermato Alberto Angela, il conduttore di programmi culturali e di divulgazione scientifica, dopo che nei giorni delle agitazioni sui compensi e sulle tensioni tra il CdA e il direttore generale si era parlato di un suo possibile passaggio ad altre reti concorrenti (come anche per Fazio). Certo questo 10% non sarà uniforme per tutti, ad esempio ci sono alcuni artisti che percepiscono 300.000 euro, altri svariati milioni, ovviamente il 10% fisso andrebbe a penalizzare i compensi più alti, dunque il Cda analizzerà caso per caso in base ai contratti.

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