Rai, Diaconale: Costretti a firmare contratto con Fazio

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Rai, Diaconale: Costretti a firmare contratto con Fazio

"Vedere transitare quel marchio, quel volto, quel format su un'altra emittente avrebbe comportato uno scossone al quale non so se la Rai avrebbe retto in termini di sistema".Ha precisato poi la presidente Rai Monica Maggioni in Vigilanza.

Stando a quanto riportato su il Messaggero per quanto riguarda i compensi dei conduttori Rai, oltre a Fabio Fazio c'è Carlo Conti che guadagna 2 milioni di euro, poco meno del collega fresco di passaggio a Rai 1. "Questo consiglio di amministrazione non avrebbe potuto prendersi l'onere di decidere il passaggio di Fazio alla concorrenza". "Non ho dubbi, comunque - ha tenuto a sottolineare - sul fatto che quel contratto esistesse e che fosse gia' nel punto di caduta".

Tra i consiglieri prende le distanze Carlo Freccero che sostiene di avere intenzione "di battagliare dall'interno del consiglio".

Infine Maurizio Gasparri, senatore di Fi e membro della Commissione di Vigilanza Rai sbotta: "Martedì in commissione di Vigilanza porrò con urgenza il caso Fazio". Ho lavorato con Fazio e credo che la sua dedizione al lavoro sia massima, ma come si può pensare che un prodotto oggetto di questa campagna possa sopravvivere all'audience?

Fra parentesi questa situazione di quotidiana pressione del mondo politico, che manco a dirlo si ripropone identica, era la stessa per cui Fazio voleva lasciare la Rai e la principale motivazione anche delle dimissioni di Campo Dall'Orto. A corredo delle iniziative, Michele Anzaldi del Pd e in commissione di Vigilanza Rai, ha spiegato: "Il rinnovo del contratto a Fazio per ben 4 anni, più della durata di questo e del prossimo Cda Rai, è un vero schiaffo agli italiani. Se non lo avessimo firmato avremmo potuto rispondere per un danno all'azienda". Con distinguo che interessano solo gli assatanati (ci sono dentro diritti e formato etc. per cui in teoria la cifra diretta sarebbe uguale al passato).

Per Fazio, come per Bruno Vespa e qualche altro, non esiste il tetto di 240mila euro, fortunatamente aggirato grazie alla deroga al piano compensi riservata alle "prestazioni di natura artistica", vale a dire quelle, intese dal Cda Rai, come prestazioni legate all'intrattenimento generalista o in grado di "creare o aggiungere valore editoriale".

Le novità nei palinsesti sono molte. Motivo? Durante il periodo di interregno Fazio sì - Fazio no, era giunta infatti, sempre via stampa, la notizia che era in corso una trattativa con Urbano Cairo a La7. Vi scrivo, ovviamente, nella vostra qualità, rispettivamente, di Presidente e Direttore Generale della RAI e non ho, davvero, alcuna remora a domandarvi se non siate stati vittime di un colpo di sole, uscendone letteralmente storditi e incapaci d'intendere e di volere.

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