Pop. Vicenza e Veneto Banca, salvarle coscosterà 13 miliardi

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Pop. Vicenza e Veneto Banca, salvarle coscosterà 13 miliardi

Le due banche quindi saranno liquidate secondo le procedure delle norme italiane. Tuttavia il Presidente del Consiglio non si sbilancia sull'ipotesi di un decreto sulle banche venete questo weekend, ma garantisce che il governo sta lavorando con le autorità europee e che i risparmiatori saranno tutelati. Venuta a mancare tale prospettiva, il Single Resolution Board della Banca Centrale Europea - con cui in questo periodo sono continuate le interlocuzioni - ha deciso che la Banca è a rischio di dissesto, attivando il processo previsto dall'art.

Pronto e immediato l'intervento del governo, che ha già pronta l'oprazione salvataggio. Il provvedimento emenderà sostanzialmente la legge Salva-Risparmio del febbraio scorso e destinerà una parte dei 20 miliardi al finanziamento di good bank e bad bank.

Roma, 26 giu. (askanews) - Intesa Sanpaolo, con il via libera unanime del cda, ha firmato con i commissari liquidatori di Banca popolare di Vicenza e Veneto Banca "il contratto di acquisto, al prezzo simbolico di un euro, di certe attività e passività e certi rapporti giuridici facenti capo alle due banche".

Veneto Banca-Popolare di Vicenza: quanto costerà la bad bank? In quest'ultima dovrebbero confluire non solo i crediti deteriorati ma anche le esposizioni in bonis meno performanti per un totale di circa 10 miliardi, più 1,2 miliardi di bond subordinati e alcune partecipazioni. Esclusi i bond senior secured e unsecured. Di questo, viene spiegato, il Governo sta discutendo con l'Europa. I tecnici del Tesoro sono convinti che in base alla normativa comunitaria la procedura di liquidazione ordinata permetta di utilizzare risorse pubbliche per agevolare la cessione degli asset. Resta da capire se la Direzione Concorrenza della Commissione Ue e la Vigilanza Bce condivideranno questa interpretazione o porranno nuovi bastoni tra le ruote dopo i mesi di trattative sulla ricapitalizzazione precauzionale. "Non c'erano alternative migliori ai fini della stabilità di famiglie, lavoratori, economia e sostegno del territorio - ha aggiunto il ministro dell'Economia Carlo Padoan -". Già oggi il presidente Gianni Mion sembra ottimista e a margine di un evento a Milano, Mion ha risposto "no" a chi gli chiedeva se i deflussi continuino. "Oggi un banchiere non può occuparsi solo della sua banca, ma deve guardare anche alle altre banche perché ormai siamo in un sistema così interrelato che quello che avviene su una banca si ripercuote su un intero sistema". "Vediamo; è tutto regolamentato e in questi giorni chiederemo istruzioni".

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