Nba: Golden State Warriors campioni

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Nba: Golden State Warriors campioni

Come il bersaglio che avevano sulla schiena dall'inizio della stagione, "condannati" a vincere perché con quel roster con due MVP, 4 All Star e un ammontare di talento mai visto prima non puoi che chiudere abbracciando il Larry O'Brien Trophy.

Per i Warriors la vittoria del titolo è una specie di rivincita: nelle finali dello scorso anno i Cavaliers avevano rimontato la serie dopo che erano finiti in svantaggio 3 a 1, una cosa che non era mai riuscito a fare nessuno nella storia delle finali NBA. I Golden State Warriors vincono il titolo di Campioni NBA del 2017, il quinto nella storia della franchigia dopo quelli del 1947-1956-1975 e 2015, battendo i rivali (da tre anni a questa parte) Cleveland Cavaliers. Miglior giocatore è stato nominato Kevin Durant, che durante la serie ha tenuto una media di 35,2 punti a partita, 8,4 rimbalzi e 5,4 assist. Ma messo al servizio del gruppo perché Golden State ha vinto grazie al collettivo.

Secondo titolo in tre anni per i Warriors, che battono i Cavaliers 129-120 in gara 5.

Partita di alto livello come sempre in cui a dominare è stato ancora una volta Kevin Durant che ha vinto il premio di MVP delle Finals 2017, oltre che il primo anello della sua carriera. A Cleveland sono mancate le opzioni per contrastare i Warriors, che invece di armi offensive ne avevano fin troppe e le hanno scatenate tutte contro LeBron e compagni.

Durant è un vero e proprio fiume in piena che fatica a trattenere le emozioni e al tempo stesso esprime parole di forte stima anche per il suo grande avversario diretto in queste Finals, LeBron James: " Ho tantissimo rispetto per lui che è il modello che ho sempre voluto raggiungere. Cleveland aggredisce subito, chiude il primo quarto sul 37-33 con James (12 punti) già incontenibile come Irving.

Per l'altra stella di casa Warriors, Stephen Curry, è il secondo titolo e la consacrazione dopo aver perso lo scorso anno, chiudendo e decidendo la partita decisiva (e i minuti decisivi) con 34 punti, 6 rimbalzi e 10 assist. Cleveland non si scoraggia: "accorcia sul 71-60 prima di tornare negli spogliatoi, spaventa, trascinata dall'incontenibile LeBron, tornando sotto fino al 90-86 firmato Thompson a 3'35" dalla terza sirena.

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