Morta a Roma la stilista Carla Fendi

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Morta a Roma la stilista Carla Fendi

Il mondo della moda è in lutto. Tra le sorelle, Carla Fendi, è sempre quella che aveva intuizioni positive, dopo la comunicazione e il marketing infatti, capì che la moda doveva comunicare con il settore dell'arte e anche con il sociale. Una lotta fra stoffe e linee che la vedeva più interessata al lato commerciale e marketing del brand di famiglia ed intrapresa al fianco del marito Candido Speroni. La nota stilista si è spenta a 80 anni a Roma, stroncata da una malattia.

Presidente onorario del Gruppo Fendi, aveva guidato al successo lo storico marchio con le quattro sorelle. Classe 1937, quarta delle cinque figlie dei fondatori dell'omonima Maison, assieme a Paola, Anna, Franca e Alda, entrò nel settore amministrativo dell'azienda di famiglia, passando poi alla progettazione, fino alle relazioni con il pubblico. È lei, grazie al suo intuito, che sposta l'attenzione mediatica della sua Casa verso gli Stati Uniti d'America e sul mercato americano in generale. Un'impegno e una dedizione che le avevano portato tante soddisfazioni e che, oggi, il mondo culturale ricorda con le lacrime agli occhi. "Anzi, mi inorgoglisce", è una delle frasi celebri di un uomo che, per amore della sua Carla, aveva abbandonato la carriera da farmacista, mettendosi al servizio della Maison. Quando andò a Firenze da sua zia, chiese di poter lavorare, anche se all'epoca le donne lo facevano raramente.

Marito e moglie, però, non si dedicarono solo alla moda. Con questo spirito, la Fondazione Carla Fendi ha promosso eventi e supportato progetti nell'ambito della difesa ambientale, mentre sostiene la pubblicazione di opere letterarie, opere d'arte e libri.

Per il Festival istituisce anche il Premio Carla Fendi, assegnato nel 2012 a Robert Wilson e ai vincitori di 4 Oscar e grandi protagonisti del Cinema internazionale come Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo, nel 2013 a Liliana Cavani e Julie Taymor, nel 2014 a Piero Tosi e Ricardo Muti, nel 2015 a Paolo Sorrentino e, lo scorso anno, ad Antonio Pappano. Nel 2010, la Fondazione ha sostenuto pure l'Accademia nazionale di Santa Cecilia in qualità di socio mecenate. E tanto altro ancora.

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