Mediaset, Confalonieri: noi col mercato ma no a scorrerie

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Mediaset, Confalonieri: noi col mercato ma no a scorrerie

Vivendi non ha depositato le azioni per partecipare all'assemblea Mediaset. Board attaccato anche per la mancanza di ricambio: "C'è una mentalità ancora convinta di essere negli anni '80 e a'90 - ha detto Albano -il mondo cambia, i concorrenti sono cambiati e Mediaset non può restare ancorata allo stesso modello di business di 20 o 30 anni fa". Al momento del voto erano presenti 429 azionisti, pari al 51,68% del capitale. Questa volta portandola in giudizio per "violazione della legge sul pluralismo televisivo, violazione contrattuale, concorrenza sleale" come ha annunciato Fedele Confalonieri, presidente di un gruppo che per decenni ha tratto vantaggio dal duopolio del mercato televisivo italiano. Gli analisti di Equita ricordano che se Mediaset incrementasse le azioni proprie fino al 10% e poi distruggesse le azioni con l'applicazione del whitewash, Fininvest si porterebbe automaticamente al 45,7% dei diritti di voto e Vivendi al 32%. Senza contare che il buy-back (riacquisto azioni proprie, ndr) fino al 10%, appena varato dall'assemblea, mette in sicurezza la società: Mediaset infatti ha in pancia il 3,795% di azioni proprie e potrà ancora acquistarne ancora fino al 6,473 per cento.

Mediaset ha chiesto 1,5 miliardi di euro a Vivendi per danni a seguito dello stop all'acquizione della Pay tv.

"C'è il rischio di una presa di controllo di una parte molto importante dell'informazione in Italia e degli investimenti nel settore audiovisivo e dello spettacolo - ha spiegato Confalonieri - se tutto questo va a un gruppo straniero, con interessi molto diversificati e globali e con un approccio tipicamente finanziario, è lecito avere qualche preoccupazione di ordine più generale". Non era scontato, soprattutto dopo che Premium aveva disertato la prima gara flop per i diritti della Serie A. "Ma la domanda non è come farebbe Premium senza la serie A, ma la serie A senza Premium". In autunno è prevista una nuova asta per i diritti tv della Serie A, noi parteciperemo con l'obiettivo di ottenere la migliore offerta televisiva calcistica per i tifosi italiani.

Il gruppo, inoltre, "è disponibile a ragionare con altri operatori delle torri per fare operazioni capaci di creare valore", ha detto ancora Confalonieri, che poi, in riferimento al fallimento dell'aggregazione tra la controllata Ei Towers e Rai Way, ha precisato: "Chi ci ha fermato è stato il Governo, che ha stabilito che la maggioranza doveva rimanere pubblica".

Sul fronte dei diritti Tv, da tener presente l'apertura di ieri da parte dell'amministratore delegato di Tim Flavio Cattaneo ad una possibile alleanza con Mediaset per la Serie A. Se sono rose fioriranno, a patto che la querelle con Vivendi assuma toni meno aspri.

La raccolta pubblicitaria del gruppo Mediaset nel primo semestre dell'anno dovrebbe, invece, chiudersi lievemente positiva. "Noi stiamo andando bene e stiamo conquistando quote".

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