Macron perde già tre ministri, ma può non essere un male

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Macron perde già tre ministri, ma può non essere un male

Questa mattina il ministro della Giustizia francese, Francois Bayrou, leader del partito di centro MoDem, e alleato importantissimo del presidente, ha annunciato che lascerà il governo per evitare imbarazzi dopo lo scandalo sui fondi europei usati in modo irregolare, nato dalla denuncia dell'eurodeputata del Front National Sophie Montel. Un comportamento illegale per cui i parlamentari rischiano pesanti sanzioni. Seguito anche da Marielle de Sarnez la ministra degli Affari europei, che ha deciso di rimanere fuori dal governo per poter dimostrare la sua buona fede. Resta tuttavia una tegola che costringerà Macron ad un rimpasto poche settimane dopo il suo insediamento. La legge era un'evidente risposta all'esigenza di moralità richiesta dai francesi dopo una campagna presidenziale segnata dagli scandali. Un momento che ha assunto un valore nuovo dopo lo scandalo che ha colpito MoDem.

Le dimissioni in blocco dei MoDem potrebbero allo stesso tempo accelerare la decomposizione in corso nella destra post-gollista. Lo si è appreso in serata, quando è stata annunciata la composizione del primo Governo del neoeletto presidente Emmanuel Macron. E' così che Macron protrebbe far a meno dei MoDem, ma la tegola è comunque caduta sull'eseccutivo.

La crisi ha però anche un risvolto positivo per Macron.

Secondo gli osservatori, l'uscita dal governo degli esponenti centristi non dovrebbe essere un grosso problema per Macron. L'ex ministro ha un profilo molto autonomo e difficilmente avrebbe accettato altri richiami all'ordine: tre volte candidato alla presidenza della repubblica (nel 2007 raccolse il 18 per cento, mancando di poco la qualificazione al ballottaggio), è da sempre una figura di primo piano della politica nazionale.

Francia. Si dimette anche il ministro Bayrou. A Ferrand è stata affidata la guida del gruppo parlamentare di Lrem, un compito di rilievo visto il folto gruppo di deputati macroniani che siedono tra i banchi dell'Assemblea.

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