L'UE condanna Mosca sui gay

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L'UE condanna Mosca sui gay

Roma, 20 giu. (AdnKronos Salute) - Ancora un po' di tempo per il piccolo Charlie Gard e i suoi genitori, che hanno portato davanti alla Corte europea dei diritti umani la vicenda del bimbo. La sentenza di condanna è arrivata con la motivazione che la legislazione "viola il diritto alla libertà d'espressione ed è discriminatoria". La decisione sarebbe definitiva tra 3 mesi se non ci saranno appelli. Inoltre, spiega la Corte, nel 2013 si rimarcava, più nettamente, il divieto della promozione delle "relazioni non tradizionali tra i minori" al fine di non creare una immagine distorta di una equivalenza tra relazioni sessuali tradizionali e non.

L'omosessualità in Russia è stata depenalizzata nel 1993 ma il pregiudizio contro le persone gay è ancora presente. La Corte ha rifiutato la motivazione russa secondo cui la legge serve per proteggere la moralità e ha ordinato a Mosca di pagare i danni ai tre attivisti, con risarcimenti tra 8mila e 20mila euro. "Alla luce delle circostanze eccezionali, la Corte ha già accordato la priorità al caso e procederà a valutare il ricorso con la massima urgenza", affermava ieri sera la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, ponendo al 10 luglio prossimo la decisione ufficiale e finale sulla vita o la morte del piccolo Charlie Gard.

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