Liquidazione coatta amministrativa per Veneto Banca: inizia l'era di Intesa Sanpaolo

Share

La Banca d'Italia ha nominato gli organi liquidatori nelle persone di Claudio Ferrario, Giustino Di Cecco e Fabrizio Viola, quali commissari liquidatori, e di Maria Elisabetta Contino, Francesco De Santis e Raffaele Lener quali componenti del Comitato di sorveglianza.

L'operazione di salvataggio delle due ex popolari del Nordest - con la proposta di Intesa Sanpaolo volta ad acquisire una parte delle attività dei due gruppi e un onere non indifferente a carico delle casse pubbliche - ha aperto gli occhi a molti sul fatto che la disastrosa conduzione ventennale della Banca Popolare di Vicenza da parte di Gianni Zonin e Samuele Sorato e di Veneto Banca con a capo Vincenzo Consoli e Flavio Trinca, non poteva che lasciare da pagare una fattura salata per la comunità. Per Veneto Banca sono: Alessandro Leproux, Giuliana Scognamiglio e Fabrizio Viola.

Il salvataggio delle banche venete sembra un "passo indietro" per la finanza europea.

Ieri è stato lo stesso vice direttore generale di Bankitalia, Fabio Panetta, in merito all'operazione sulle banche venete, a sottolineare che lo Stato potrebbe anche incassare guadagni dall'operazione. Nel patto c'è infatti "una clausola risolutiva, che prevede l'inefficacia del contratto e la retrocessione alle banche in liquidazione coatta amministrativa del perimetro oggetto di acquisizione, in particolare nel caso in cui il Decreto Legge non fosse convertito in legge, ovvero fosse convertito con modifiche e/o integrazioni tali da rendere più onerosa per Intesa Sanpaolo l'operazione, e non fosse pienamente in vigore entro i termini di legge". L'acquisto riguarda un perimetro segregato che esclude i crediti deteriorati (sofferenze, inadempienze probabili e esposizioni scadute), le obbligazioni subordinate emesse, nonchè partecipazioni e altri rapporti giuridici considerati non funzionali all'acquisizione. "Sono altresì esclusi i diritti degli azionisti, gli strumenti di capitale (computabili e non nei fondi propri) e le passività subordinate". La Borsa ha reagito positivamente al via oibera del governo al piano di riassetto portato avanti dall'ad Carlo Messina e alla conferma dei dettagli sulle condizioni decisamente favorevoli del contratto firmato da Intesa per l'acquisizione della parte in bonis delle banche venete: le azioni del gruppo di Cà de Sass registrano un rialzo del +3,75% a 2,71 euro. Il presidente della Consob, la scorsa settimana metteva in allerta gli eventuali investitori privati sui rischi presenti nelle due banche del Veneto, mentre un anno fa la medesima Consob autorizzava, bilanci alla mano, la quotazione in Borsa delle medesime banche, che nessun risparmiatore ha fortunatamente sottoscritto, visto che nel corso del 2016 Popolare di Vicenza e Veneto Banca hanno cumulato ulteriori 1.053 milioni di perdite. Rimborso al 100% degli obbligazionisti retail e senior; risultato che va ben oltre quanto previsto dal BS ed ottenuto col contributo di banca Intesa. "Oltre a ciò, l'integrazione delle due banche e del relativo personale sarà gestita senza licenziamenti ma solo attraverso uscite volontarie".

Share

Pubblicità



© Molisedoc. Tutti i diritti riservati.