In strutture regionali venete no ad armi

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Abolito il riferimento alle armi. Il Consiglio regionale del Veneto ha approvato oggi un nuovo Regolamento sulle modalità di accesso alle sedi istituzionali della Regione, gli Enti strumentali e le strutture sanitarie regionali. Contrari i dem, Piero Ruzzante di Articolo 1 ("Sprecata un'occasione per garantire davvero maggiore sicurezza ai cittadini") e i 5 Stelle con la consigliere-poliziotta Patrizia Bartelle (che la pistola l'ha usata davvero in un paio di sparatorie con bande di rapinatori) sbalordita e "indignata" per la "superficialità di un provvedimento che "scimmiotta, peggiorandole però, misure già previste dalle legislazione nazionale". ". Villanova ha chiarito: "Se uno ha il porto d'armi può entrare, è la legge a dirlo". Tentativi inutili, la minoranza alla fine ha votato comunque contro: "È una legge demagogica, discriminatoria che ha altre finalità, neanche troppo nascoste, esclusivamente propagandistiche " ha commentato il correlatore Graziano Azzalin (Pd) mentre Villanova ribadisce una volta di più che "si tratta solo di una norma di buonsenso per tutelare la sicurezza, i nostri valori e la dignità della donna".

Scatta quindi lo stop a burqa, niqab e armi negli uffici e strutture sanitarie.

A difendere il provvedimento il blocco compatto di Lega e centrodestra, con Massimiliano Barison (Forza Italia) che nega ogni forzatura ideologica: "Mi sarei aspettato una convergenza unanime, è ora di smettere il buonismo di maniera e alzare l'asticella dell'allerta perché i fatti di cronaca dimostrano ampiamente che siamo vulnerabili anche nella quotidianità". Il Sindacato degli studenti di Padova, invece, è furioso per il nuovo rinvio, causa "regolamento anti burqa" della mozione sul diritto allo studio: "È una vergogna" dice Nicola Pelusi del Sindacato degli studenti.

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