I cattolici divisi sullo Ius soli

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I cattolici divisi sullo Ius soli

Il vero pericolo sono i nuovi italiani che non amano il Paese che li ha ospitati. Secondo una recente indagine Istat, circa il 65% delle madri straniere risiede nel nostro paese da più di cinque anni. Due sono stati feriti. Anche Centinaio è rimasto infortunato: "Avevo chiesto la parola per formulare la richiesta di ritorno in commissione del ddl sullo ius soli - ha spiegato ai giornalisti visibilmente dolorante, con un sacchetto di ghiaccio sulla mano gonfia - ma il presidente Grasso non me l'ha concessa, cosa che fa spesso con me".

Le posizioni dei partiti sono molto nette, favorevoli Partito Democratico, Sinistra italiana, Articolo1 -Mdp e Area popolare, contrari Forza Italia, Lega Nord e Fratelli d'Italia; il Movimento 5 stelle sceglie la strada dell'astensione.

La controversa legge (senza relatore) sullo Ius Soli, riguarda la cittadinanza degli immigrati di seconda generazione. Viceversa, lo ius sanguinis dice che è automaticamente cittadino italiano solo chi nasce da cittadini italiani.

Un concetto ribadito anche da Matteo Salvini, che in un post parla di "folle legge voluta dal Pd, in base alla quale per il solo fatto di essere nati qui automaticamente si diventa cittadini italiani". Lo "Ius soli" riconosce la cittadinanza italiana a chi è "nato nel territorio della Repubblica da genitori stranieri, di cui almeno uno in possesso del permesso dell'Unione Europea per soggiornanti di lungo periodo (cittadini extra Ue) o il 'diritto di soggiorno permanente' (cittadini Ue)". Decisivo suo requisito è il soggiorno per almeno cinque anni in Italia.

Al centro della querelle sul disegno di legge in discussione al Senato ricasca il tema dell'immigrazione, o meglio, dell'"invasione" degli stranieri che la norma incentiverebbe rischiando di mettere in discussione l'identità - e la cattolicità - di un intero Paese. Il permesso di lungo periodo può essere rilasciato anche a cittadini di stati non appartenenti all'UE, purchè posseggano una serie di ulteriori requisiti e abbiano superato un test di lingua italiana.

Si tratta di acquisto di diritto della cittadinanza.

Non solo. Per ottenere la cittadinanza è necessaria una dichiarazione di volontà in tal senso, espressa entro il compimento della maggiore età dell'interessato, da un genitore o da chi esercita la responsabilità genitoriale all'ufficiale dello stato civile del comune di residenza del minore, da annotare a margine dell'atto di nascita.

C'è poi una fattispecie del tutto nuova, che lega l'acquisto della cittadinanza al completamento di un percorso formativo, il cosiddetto ius culturae. Anche i minorenni entrati e residenti in Italia da almeno sei anni che abbina frequentato un intero ciclo scolastico (o un percorso di istruzione professionale) ottenendo un titolo di studio (o una qualifica), potranno chiedere il passaporto italiano.

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