Furgone sulla folla davanti ad una moschea a Londra

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Furgone sulla folla davanti ad una moschea a Londra

Dopo le prime ore di confusioni si è iniziato a parlare del diretto responsabile di quello che è stato definito un atto di terrorismo, come ha precisato la premier Theresa May a Finsbury Park a nord di Londra. Il conducente del mezzo è stato arrestato, dopo essere stato bloccato dalla folla, ed è accusato di tentato omicidio. Follia o non follia, si tratta di un clima generalizzato di islamofobia, che risulta essere speculare all'odio e al razzismo che, nei nostri confronti, provano gli affiliati all'ISIS: si tratta di generalizzazione, come per l'ISIS, gli occidentali sono tutti 'marci' proprio in quanto culturalmente occidentali, così noi stiamo iniziando a ritenere che una persona, soltanto perché musulmana, è da considerarsi terrorista o fondamentalista. Su Facebook il primo cittadino della capitale britannica ha aggiunto che i suoi "pensieri e le preghiere vanno a tutti i colpiti".

Questi sono solo alcuni elementi che spingono alla massima cautela nelle valutazioni dell'attacco che è tornato ancora a terrorizzare Londra.

Le testimonianze confermano la stessa impressione.

L'uomo, secondo le prime ricostruzioni, sarebbe poi sceso dal veicolo con un coltello in mano e avrebbe colpito almeno una persona. Qui, poco dopo la mezzanotte, un furgone è sbucato d'improvviso sul marciapiede e ha falciato la folla che usciva da un centro sociale islamico del quartiere, luogo dove - secondo i precetti del Ramadan - i fedeli avevano appena consumato il pasto al calar del sole.

Attorno alla moschea, in ogni caso, l'atmosfera è d'angoscia, con segnali crescenti di collera.

L'episodio arriva dopo una serie di 3 attentati terroristici, a Westminster, a Manchester e al London Bridge, avvenuti in appena 3 mesi. "La gente cerca risposte", ha detto alla Bbc Mohamed Shafiq, della Ramadan Foundation, accreditando anche lui lo scenario dell'attacco deliberato "contro fedeli musulmani innocenti", ma facendo appello allo stesso tempo alla calma e a non cedere a chi vuole "dividere la comunità" islamica dal resto del Paese.

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