Francia, la procura di Brest indaga sul ministro Ferrand

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Francia, la procura di Brest indaga sul ministro Ferrand

La procura della Repubblica di Brest, in Bretagna (nord della Francia), ha aperto un'inchiesta sui fatti attribuiti in questi giorni da diversi media francesi al ministro della Coesione territoriale e segretario generale di En Marche!, Richard Ferrand. Da giorni, Ferrand è al centro delle critiche dopo le rivelazioni del Le Canard Enchainé, secondo cui avrebbe favorito la moglie in una transazione immobiliare effettuata in nome delle Asl di Bretagna, di cui all'epoca era direttore. La completa ristrutturazione del locali, costata 184mila euro è stata pagata in toto dalla società di assicurazioni, allora diretta da Ferrand, mentre il valore dell'immobiliare della compagna in sei anni "si è moltiplicato per tremila". Ferrand è anche accusato di aver stipendiato il figlio per qualche mese come collaboratore parlamentare. Il presidente Emmanuel Macron, che lo sostiene a spada tratta, ha ripetuto che eventuali dimissioni di Ferrand sarebbero giustificate soltanto se il ministro fosse indagato personalmente. In ogni caso, ha chiarito il premier, qualsiasi membro del governo che dovesse risultare formalmente incriminato dovrà dimettersi.

La notizia diffusa da Le Telegramme ha trovato poi conferma in un comunicato del procuratore di Brest, Eric Mathais.

Ieri sul caso Ferrand è intervenuto anche il capo di stato Macron che nel corso del consiglio dei ministri ha invitato il governo alla "solidarietà" e alla "responsabilità" e ha detto che "la stampa non deve trasformarsi in giudice". "Non mi dimetterò perché la mia coscienza è a posto" e "la giustizia non mi rimprovera nulla".

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