Esselunga: Giuliana e Marina Caprotti, non è in vendita

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Esselunga: Giuliana e Marina Caprotti, non è in vendita

La precisazione arriva all'indomani della notizia dell'interesse di un investitore cinese per rilevare la catena milanese della grande distribuzione. Il gruppo, nato nel 1978, è in amministrazione straordinaria dal 2015, travolto da un dissesto fatto di licenziamenti, cassa integrazione e 525 milioni di indebitamento.

Il gruppo cinese Yida International Investment Group ha presentato una manifestazione di interesse per il 100% di Esselunga e Villata Partecipazioni, ma le socie di maggioranza dei due gruppi, Marina Caprotti e la madre Giuliana Albera, non hanno alcuna intenzione di vendere. "In relazione ai recenti articoli di stampa desideriamo precisare a tutti Voi che l'Azienda non è in vendita".

A questo punto la situazione non potrebbe essere più curiosa: Bernardo Caprotti era ossessionato dalle Coop rosse comuniste ed ora rischia di vedere dall'aldilà i suoi supermercati che diventano di proprietà dei comunisti cinesi. Si prospetta dunque un altro round nel braccio di ferro tra fratelli, con Giuseppe e Violetta che invece puntano a vendere. Alla nuova governance, con Marina Caprotti vice presidente e Giuliana Albera, presidente onorario. Le due donne detengono il 70% del gruppo. Una proposta economica ben superiore rispetto alla valutazione della società italiana, fatta ancora prima della morte di Caprotti da Blackstone e Cvc, che stimavano Esselunga per una cifra compresa fra i 4 e i 6 miliardi di euro. Occorre trovarle, quando i pessimi tempi italiani fossero migliorati, una collocazione internazionale. Nemmeno Yida è in fondo un competitor, fondata nel 2011 la sua sede si trova nella parte occidentale di Pechino e ha investimenti internazionali diversificati, in particolare nell'immobiliare ma anche cavalli, metalli e settore minerario.

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