Esplosione Milano nel 2016: ergastolo per Pellicanò

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Esplosione Milano nel 2016: ergastolo per Pellicanò

La sorella della vittima: "Non perdono" Giuseppe Pellicanò, il pubblicitario che il 12 giugno 2016 provocò la morte della moglie Micaela Masella e di due giovani marchigiani, Chiara Magnamassa e Riccardo Maglianesi, nell'esplosione della palazzina in via Brioschi a Milano in cui tutti abitavano, è stato condannato all'ergastolo. Lo ha deciso il gup Chiara Valori nel processo con rito abbreviato. "Siamo soddisfatti della sentenza - ha detto ai giornalisti la madre dell'insegnante di danza - ma mi sollevava l'idea che lui non fosse stato del tutto responsabile". I reati di cui è stato ritenuto colpevole sono quelli di strage e devastazione.

Il 52enne, quando ha manomesso i rubinetti del gas della sua cucina per far esplodere l'appartamento, stava assumendo psicofarmaci, cosa non menzionata dal giudice che non ha concesso dunque all'imputato l'attenuante della semi infermità mentale. Morirono l'ex compagna di Pellicanò, Micaela Masella, e una coppia di vicini di casa marchigiani, Chiara Magnamassa e Riccardo Maglianesi.

Strage e devastazione Pellicanò, che ha ascoltato impassibile la lettura della sentenza, è stato considerato capace di intendere e volere al momento del fatto. Il giudice ha anche disposto la decadenza della patria potestà verso le figlie.

Lo hanno scritto la professoressa di Criminologia Isabella Merzagora, lo psichiatra Franco Martelli e il neurologo Marco Zucconi nelle 49 pagine di perizia depositate, in fase di indagini e con la formula dell'incidente probatorio, nelle quali hanno accertato che l'uomo aveva al momento dei fatti un vizio parziale di mente a causa, in particolare, di una forma di "depressione".

Il giudice ha poi dichiarato decaduta la responsabilità genitoriale di Pellicanó delle due figlie piccole, rimaste gravemente ustionate. 350mila euro sono la provvisionale per ciascuno dei genitori delle vittime. Il resto dei risarcimenti dovrà essere quantificato in sede civile.

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