Emanuela Orlandi, il Vaticano: 'Per noi il caso è chiuso'

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Emanuela Orlandi, il Vaticano: 'Per noi il caso è chiuso'

Oggi potrebbe aggiungersi un nuovo capitolo alla storia della ragazza sparita in Vaticano quando aveva solo 15 anni: i genitori e il fratello presentano infatti un'istanza per poter accedere agli atti secretati e custoditi presso la segreteria di Stato vaticana che direttamente si era occupata del caso.

Tra i passaggi chiave la telefonata arrivata alla sala stampa del Vaticano qualche giorno dopo la scomparsa in cui un uomo dall'accento anglofono e per questo noto come "l'Americano", chiedeva contatti diretti con la Santa Sede per uno scambio tra Emanuela Orlandi e la liberazione di Alì Agca, l'ex terrorista turco in carcere per il tentato omicidio di papa Giovanni Paolo II. Non possiamo fare altro che condividere, simpatizzare e prendere a cuore la sofferenza dei familiari. Inoltre la famiglia Orlandi ha chiesto un'audizione con il segretario Pietro Parolin per conoscere "In che modo e da chi è stata seguita la vicenda". Una richiesta che, come sottolinea Il Corriere della Sera, potrebbe portare a risultati clamorosi. Cosi' monsignor Angelo Becciu, sostituto della Segreteria di Stato vaticana, risponde alla richiesta dei familiari di Emanuela Orlandi di riaprire il dossier sulla sua scomparsa. "Non so se la magistratura italiana ha nuovi elementi, da parte nostra non c'è nulla da dire in più rispetto a quanto detto". Le loro testimonianze sono emerse nel corso delle indagini sul caso Vatileaks sui dossier riservati che nel 2012 e poi nel 2014 sono stati portati fuori dalla Santa Sede e in parte consegnati ai giornalisti Emiliano Fittipaldi e Gianluigi Nuzzi. Una posizione che però non ha scoraggiato il fratello della giovane, scomparsa il 22 giugno del 1983 all'età di quindici anni.

La posizione ha lasciato del tutto stupefatti i legali, ma soprattutto Pietro Orlandi, sempre più determinato a scoprire la verità.

Eppure sono diverse le "fonti" che hanno confermato l'esistenza di un carteggio segreto.

Nell'istanza mossa dalla famiglia di Emanuela Orlandi si fa un riferimento esplicito: "Alcune fonti riferiscono dell'esistenza presso la segreteria di Stato del dossier con dettagli anche di natura amministrativa dell'attività svolta dalla segreteria di Stato ai fini del ritrovamento". Tra queste una acquista grande importanza: è il 22 aprile 1994 quando viene ammesso che "tutta la dolorosa vicenda fu seguita a fondo direttamente dalla segreteria di Stato". Un prelato che potrebbe parlare e offrire una svolta decisiva sul mistero di Emanuela Orlandi.

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