Delitto di Garlasco: confermata la condanna per Stasi

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Delitto di Garlasco: confermata la condanna per Stasi

Si indaga nella loro vita di coppia, non si tralasciano altre ipotesi, ma in via Pascoli mancano tracce di estranei e nella vita di Chiara non ci sono ombre. Il giudice dispone una serie di perizie per sopperire ad "alcune significative incompletezze d'indagine": dall'analisi del computer alla 'camminata sperimentale' nessun oracolo arriva da provette o complicate analisi statistiche. L'iter processuale è stato particolarmente tortuoso, con una condanna ora definitiva a omicidio volontario, solo per 16 anni però, il minimo della pena.

Lui, che cercando di difendere la sua innocenza, dichiarava davanti alla Corte nel 2015: "Non cercate a tutti i costi un colpevole condannando un innocente". Con questa revoca la difesa puntava ad annullare la sentenza, ottenendo un rinvio. Secondo il sostituto procuratore generale l'ex fidanzato è il responsabile dell'omicidio della 26enne: "ha simulato il ritrovamento del cadavere", mentre la difesa sostiene che dalla procura arrivano "accuse lombrosiane".

LEGALE POGGI "Il rigetto di quest'ulteriore ricorso conferma come la sentenza di condanna sia stata emessa all'esito di un giusto processo, grazie alla prove schiaccianti faticosamente acquisite dalla Corte di Assise di Appello di Milano".

L'APPELLO 'BIS' - Il 9 aprile 2014 Alberto torna in aula.

La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dei legali di Alberto Stasi per riaprire il caso.

La Corte di Cassazione [VIDEO] oggi è chiamata a decidere della validità della contestazione presentata da Alberto Stasi in via straordinaria, sulla condanna inflittagli per l'omicidio della sua fidanzata Chiara Poggi, avvenuto 10 anni fa. La difesa richiama anche una pronuncia delle sezioni unite del 2016, con cui è stato sancito che "nel caso di appello del pubblico ministero contro una sentenza assolutoria, fondata sulla valutazione di prove dichiarative ritenute decisive, il giudice d'appello non può riformare la sentenza impugnata nel senso dell'affermazione della responsabilità penale dell'imputato, senza avere proceduto, anche d'ufficio, a rinnovare l'istruzione dibattimentale attraverso l'esame dei soggetti che abbiano reso dichiarazioni sui fatti del processo ritenute decisive ai fini del giudizio di assoluzione in primo grado".

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