Così le banche venete passano a Intesa San Paolo

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Così le banche venete passano a Intesa San Paolo

Roma, 26 giu- (AdnKronos) - "Esprimiamo vicinanza a tutti i clienti di Veneto Banca e Popolare di Vicenza che in queste drammatiche ore stanno vivendo l'incubo di vedersi azzerati tutti i risparmi di una vita".

Inoltre ha aggiunto che si è deciso di intervenire con questo provvedimento d'urgenza, per non fermare la ripresa.

Il presidente Gian Maria Gros-Pietro in ogni caso respinge al mittente le accuse di aver ricevuto un regalo dallo Stato: "Intesa Sanpaolo prende a suo carico depositi e obbligazioni senior delle due banche venete, parliamo di circa 20-30 miliardi". Il burden sharing, applicato dal decreto legge del Governo Gentiloni, penalizzerà gli azionisti delle due banche venete, ormai controllate dal fondo Atlante, e i possessori junior dei bond. La soluzione prevede una spesa iniziale di 5 miliardi di euro per salvare i risparmiatori delle due banche e una spesa potenziale di altri 12 miliardi. Ma non solo. A contribuire alla crisi anche i finanziamenti concessi ad aziende che negli ultimi anni poi sono fallite senza riuscire a rimborsarli, o mutui concessi a famiglie che poi non hanno potuto rimborsare.

L'agenzia Moody's valuta positivamente l'operazione che ha visto IntesaSanpaolo acquisire al prezzo simbolico di un euro, alcune attività e passività e alcuni rapporti giuridici facenti capo alla Popolare di Vicenza e a Veneto Banca. Resta fermo che le banche in liquidazione coatta amministrativa risponderanno dei danni derivanti dal contenzioso pregresso nonché da quello relativo alla disciplina sull'acquisto di azioni proprie e/o sui servizi di investimento, ivi compreso quello promosso da soggetti che abbiano aderito, non abbiano aderito ovvero siano stati esclusi dalle cosiddette "Offerte Transattive" e dagli "Incentivi Welfare". "Peraltro, Intesa Sanpaolo aveva dato la sua disponibilità a sottoscrivere una quota parte di un versamento di 1,2 miliardi per un ulteriore capitalizzazione delle due banche, non andata in porto per l'insufficiente partecipazione del sistema bancario".

VENEZIA Lo Stato ha investito 17 miliardi per le banche venete e gestirà la parte problematica della banca, la cosiddetta bad bank.

Per la Banca Popolare di Vicenza, gli altri due commissari sono Claudio Ferrario eGiustino Di Cecco. Ciò significa che non ci sarà impatto sul deficit. Anche gli analisti di Banca Akros hanno apprezzato l'operazione. Ci sarà una razionalizzazione delle risorse, per evitare concentrazioni superiori a quelle consentite dalle regole sulla concorrenza: dovranno scomparire circa 600 sportelli. Inizia così il comunicato ufficiale con il quale l'istituito di credito vicentino cessa da oggi di esistere come entità autonoma ed apre una nuova fase, come proprietà del gruppo Intesa Sanpaolo, che per acquisirla ha affrontato il significativo esborso di... un euro.

Quattromila, invece, gli addetti in più.

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