Clima, Usa: "Nulla di cui scusarci". Ma il mondo è contro Trump

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Clima, Usa:

Ma dagli Stati Uniti nessun passo indietro: "Trump ha messo l'America al primo posto, non c'è niente di cui chiedere scusa", ha detto il capo dell'Agenzia per la Difesa dell'ambiente americano Scott Pruitt, liquidando l'accordo come "un mucchio di parole" con benefici "minimi" sull'ambiente. Catastrofiche le possibili conseguenze: se gli Stati Uniti non dovessero perseguire gli obiettivi che si erano prefissati a Parigi, infatti, la temperatura terrestre rischierebbe un aumento addirittura di 3 gradi (attualmente, l'aumento si attesta oltre 1 grado). Per questo la loro partecipazione all'accordo di Parigi contro il cambiamento climatico era ritenuta di cruciale importanza. "Un disastro per l'umanità e per il pianeta". Parlando con l'emittente cattolica Radio inBlu monsignor Sorondo ha spiegato che "quello che muove il presidente statunitense sono i gruppi petrolieri che lo hanno appoggiato nella campagna elettorale e che hanno influenza su di lui".

Anche Andreas Fischlin del Politecnico federale di Zurigo, e tra i coautori del rapporto, si è detto "molto deluso" della decisione del presidente Trump. Trump in questi ultimi giorni ha richiamato all'ordine i partner militari, invitandoli a rispettare gli accordi (che l'Italia buca annualmente), sulla scia di una posizione già presa dall'amministrazione Obama e di un generale riequilibrio e riassetto che Washington ha in mente sul proprio impegno globale. "Qui c'è una scelta che non è razionale, nel senso che non è scientifica e che viene fatta solo per interesse economico". Il presidente Trump 'non e' contrario a lavorare su questo tema', ha indicato Putin, per il quale 'non si tratta di essere in agitazione, quanto di creare le condizioni che permetteranno di collaborare e senza le quali sara' impossibile raggiungere un accordo'.

"La situazione deve essere esaminata attentamente", ha detto ancora Putin che comunque ha poi fatto notare come il presidente americano avrebbe potuto evitare di ritirarsi da Parigi mantenendo comunque la possibilità di correggere l'accordo. Cina, India e parte dell'Europa, che sempre secondo Donald Trump, possono continuare a costruire impianti di carbone mentre tale prospettiva sarebbe negata agli Stati Uniti.

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