Carrie Fisher: il coroner rende note le cause del decesso

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Carrie Fisher: il coroner rende note le cause del decesso

Genova - A sei mesi dalla morte di Carrie Fisher , scomparsa per l'appunto il 27 dicembre 2016 all'età di 60 anni quattro giorni dopo un arresto cardiaco che l'aveva colpita mentre viaggiava in aereo da Londra a Los Angeles, è arrivato il rapporto ufficiale che ha finalmente svelato le cause del decesso dell'attrice, celebre per aver interpretato il personaggio della principessa Leila in Star Wars, la saga cinematografica creata da George Lucas.

"Mia madre" ha spiegato invece Billie Lourd, figlia 24enne della Fischer "ha combattuto la tossicodipendenza e la malattia mentale per tutta la sua vita". Alla fine, ci è morta. In tutte le sue opere ha sempre parlato apertamente del modo in cui queste malattie possono segnarti. Parlava della vergogna che tormenta le persone e le loro famiglie quando devono affrontare queste malattie. So che mia mamma voleva che la sua morte incoraggiasse le persone ad aprirsi, a sfogarsi in merito alle proprie battaglie personali. Cercate aiuto, combattete affinché siano stanziati fondi governativi per i programmi dedicati alle malattie mentali. La vergogna e queste stigme sociali sono i nemici del progresso e della cura. Ti voglio bene Momby.

Non è chiaro, ora, se l'attrice oltre ai farmaci, avesse assunto anche quelle sostanze stupefacenti che hanno profondamente segnato la sua esistenza. A pubblicarli è il Los Angeles Times, che cita il coroner.

L'utilizzo di medicinali e droghe può causare un peggioramento della sindroma da apnee notturna con risultati fatali. Secondo il fratello dell'attrice le condizioni delle sue arterie sono state sicuramente peggiorate dall'uso di sigarette e dai medicinali. "Se volete sapere cosa l'ha uccisa, sommate tutto quanto". L'uomo, comunque, non incolpa i dottori: "Loro facevano del loro meglio per curare una malattia mentale". Molto probabilmente sarebbe morta prima senza medicine.

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