Carrie Fisher: autopsia rivela uso di droghe

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Carrie Fisher: autopsia rivela uso di droghe

Oggi il coroner della Contea di Los Angeles ha diffuso l'ultima parte del suo verbale, ovvero l'esame tossicologico.

Non è stato possibile stabilire che ruolo abbiano avuto queste droghe nella sua morte, ma era noto che Fisher avesse avuto una lunga storia di dipendenza da sostanze stupefacenti, che durava fin dagli anni Settanta. I risultati parlano poi di una "esposizione all'eroina, anche se non è possibile stabilire né in quante dosi nè quanto è durata l'esposizione a essa".

Il referto medico recita: "sindrome delle apnee nel sonno assieme ad altri fattori, tra cui arteriosclerosi e utilizzo di droghe e farmaci".

Secondo il verbale, l'assistente di Carrie Fisher ha raccontato alle autorità che durante quel fatale volo da Londra a Los Angeles a dicembre l'attrice aveva dormito per buona parte del tempo e aveva avuto qualche apnea come suo solito. Collassò poco prima dell'atterraggio, per poi perdere definitivamente conoscenza.

L'attice è sempre stato molto trasparente nell'ammettere che facesse uso di droghe, dichiarando apertamente di aver cominciato a fumare erba all'età di 13 anni. "Non sono imbarazzata a riguardo".

Billie Lourd, la figlia della star scomparsa a dicembre, ha commentato la notizia con un comunicato stampa: "Mia madre ha combattuto la tossicodipendenza e le malattie mentali per tutta la sua vita". Alla fine, ci è morta. Parlava della vergogna che tormenta le persone e le loro famiglie quando devono affrontare queste malattie. So che mia mamma voleva che la sua morte incoraggiasse le persone ad aprirsi e a parlare delle proprie battaglie. Cercare aiuto, lottare per i fondi governativi per i programmi di aiuto per le malattie mentali. "Lo stigma sociale è il contrario del progresso, ed è solo con il progresso che troveremo una soluzione". Ti voglio bene Momby.

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