Banche venete, via libera dal cdm al decreto di salvataggio

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"Le risorse aggiuntive - ha spiegato il ministro - servono per la copertura del rischio di una retrocessione di crediti che non risultino in bonis al termine della due diligence, per un ammontare massimo 6 miliardi e 300 milioni". In queste ore circolano le stime più disparate che vanno da un minimo di cinque fino ad oltre 12 miliardi. Le persone che criticano e dicono che c'erano alternative migliori e a costi inferiori, me lo dicessero, perche' io non le vedo.

Ci sarà, ha spiegato Padoan, un rimborso al 100% cui contribuirà con una quota del 20% la stessa Intesa. "Un'economia che, soprattutto per le piccole e medie imprese, ha in queste banche storicamente un riferimento di grande rilievo".

Gentiloni:"Causa distorsioni di sistema ben note".

L'Italia, ha indicato la commissaria europa alla concorrenza Margrethe Vestager "considera l'aiuto di Stato necessario ad evitare turbolenze economiche nel Veneto" in seguito all'uscita dal mercato delle due banche venete "dopo un lungo periodo di difficoltà": la decisione "consente all'Italia di prendere misure per facilitare la liquidazione delle due banche"; "Azionisti e detentori di debito subordinati hanno pienamente contribuito" e le misure "rimuovono 18mld di npl dal settore, contribuendo al consolidamento", ha aggiunto. È chiaro che dalla buona salute e dall'efficienza del nostro sistema bancario, in particolare in un Paese come il nostro dove il sistema bancario è così importante per gli investimenti, dipende anche la possibilità di incoraggiare e non ostacolare la ripresa economica in atto.

Non ci saranno licenziamenti. Pressioni che sono state respinte con fermezza dai sindacati. Si darà così ufficialmente il via libera all'operazione di salvataggio studiata con Intesa San Paolo, che permetterà al gruppo di acquistare al prezzo di 1 euro le attività degli istituti di credito veneti, nei quali è già avvenuto lo scorporamento dalle attività più a rischio, il che permetterà di ripartire dalle parti sane delle banche garantendo così correntisti e obbligazionisti senior.

Non ci dovremo stupire se alla fine delle operazioni, tra Stato e Atlante, dovremo sopportare qualcosa come 40 miliardi di euro di spesa. Fiducioso il presidente emerito di Intesa, Giovanni Bazoli, secondo il quale l'offerta di Ca' de Sass "avvia il problema verso una soluzione finale e rapida del problema, che è quello che tutti ci auspichiamo".

Ovviamente il via libera è arrivato dopo che il Cda di Intesa ha approvato l'acquisizione della "good bank" e conferito il mandato all'amministratore delegato Carlo Messina per chiudere l'operazione.

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