Adolescenti fra disagio emotivo e 'internet addiction': allarme autolesionismo

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Adolescenti fra disagio emotivo e 'internet addiction': allarme autolesionismo

Dalla ricerca è emerso inoltre che non solo un terzo dei ragazzi ha subìto in silenzio atti di bullismo, ma altrettanti lo hanno praticato. Anche se risalire a chi realmente manovra la "Balena" è difficilissimo.

Si ritiene necessario, rimarca quindi Garavini, "richiamare l'attenzione dei ragazzi, delle ragazze, e anche degli adulti e delle istituzioni preposte all'educazione, alla tutela, alla prevenzione e alla cura del disagio in fase adolescenziale al fine di mettere in atto tutte le azioni necessarie per cogliere i segnali degli adolescenti coinvolti nel fenomeno e per predisporre risposte adeguate e tempestive, attivando la rete degli aiuti".

La ricerca. I medici hanno chiesto a diversi uffici scolastici regionali di sottoporre un questionario informatico ai loro studenti. "L'adolescenza è un'età difficile, la novità è che le difficoltà emotive e comportamentali emergono sempre più precocemente". Sono i risultati dell'indagine condotta dalla Società italiana di pediatria (Sip) presentata in occasione del congresso nazionale in corso a Napoli da cui emerge un disagio emotivo diffuso tra i giovani accanto alla distanza dalle figure adulte di riferimento.

- Oltre la metà degli intervistati ha dichiarato di essere stato (sempre, spesso, qualche volta) così male da non trovare sollievo, se si aggiungono coloro che hanno sperimentato questa sensazione 'raramente' si arriva all'80% del campione. Il 15% del campione si è inflitto lesioni intenzionalmente spesso per trovare un sollievo (o per puro piacere). Circa un ragazzo su due ha sentito il bisogno di avere un sostegno psicologico, ma l'84,2% non si e' rivolto a un servizio di aiuto psicologico e solo il 4,8% ha utilizzato quello della scuola.

Forse è meglio capire come risolvere il problema, anziché trovare chi lo ha creato e soprattutto sottolineare il fatto che questi giochi, questi tagli sulle braccia, questi suicidi, non sono svaghi di adolescenti annoiati dalla società in cui vivono, ma sono vere e proprie richieste d'aiuto che lanciano, quasi inconsapevolmente, ai genitori, agli insegnanti e a tutti, nessuno escluso. "Un dato allarmante se si pensa che la presenza di questi comportamenti è descritta, in letteratura, come un fattore correlato ad un aumentato rischio di suicidalità in adolescenza", afferma Annarita Milone, Dirigente Neuropsichiatra Infantile presso IRCCS Stella Maris di Pisa. Uno dei dati che più allarma i pediatri è la diffusione degli episodi di autolesionismo, ammessi dal 15% del campione. Di positivo c'è che alcune delle segnalazioni sono arrivate dalle scuole e "dagli stessi compagni dei ragazzi che erano entrati nel "gioco". E altrettanto ampia (circa il 33%) è la percentuale di coloro che dichiarano di aver preso parte a episodi di bullismo verso i compagni e le compagne. L'indagine evidenzia infatti che il 62,3% non ha ricevuto educazione sessuale da parte degli adulti, uno su tre (tra coloro che hanno già avuto rapporti) non usa mai contraccettivi, più della metà ha visualizzato materiale pornografico in rete e circa il 15% ammette di aver ricevuto proposte sessuali da parte di adulti anche attraverso siti e app. E lo smartphone? Il 70% riceve aiuto da loro, spesso o sempre. Solo il 46% si rivolge ai genitori per essere tranquillizzati o quando hanno una preoccupazione. Un altro dato che induce alla riflessione è quello relativo al primo smartphone: l'età media del primo smartphone, spiega la ricerca, è tra 10 e 12 anni. La maggioranza del campione utilizza i social per parlare con gli altri quando si sente solo. Il 53,2% fa colazione a casa, quasi la meta' non fa sport, e di questi circa 1 su 3 (33,3%) ha abbandonato un'attivita' sportiva. Il pranzo di famiglia resiste: il 71% dichiara di mangiare a casa con i genitori.

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