Università, Rapporto AlmaLaurea: italiani si laureano a 26 anni

Share

Università, Rapporto AlmaLaurea: italiani si laureano a 26 anni

Lo ha detto il ministro dell'istruzione, dell'Università e della ricerca Valeria Fedeli oggi a Parma per la presentazione del XIX Rapporto sul profilo e la condizione occupazionale dei laureati promosso dal Consorzio Interuniversitario AlmaLaurea. Il 67 per cento dei laureati è inserito nel settore privato, il 27 per cento nel pubblico. La restante quota lavora nel non-profit (3%). L'ambito dei servizi assorbe l'82 per cento, mentre l'industria accoglie il 15 per cento degli occupati. Residuali le quote relative ai laureati magistrali biennali che lavorano nel continente africano e in Oceania (2% per entrambi).

"Il tasso di disoccupazione del 22% - afferma il prof".

Praticamente la metà dei laureati, dopo aver preso il diploma, è disposta a trasferirsi all'estero per trovare lavoro. Gli studi universitari, però, non hanno ancora un ruolo decisivo in termini di "ascensore sociale", visto che le performance degli studenti risultano ancora influenzate dal background familiare: fra i laureati che hanno conseguito il titolo, infatti, "si rileva una sovra-rappresentazione dei giovani provenienti da ambienti familiari favoriti dal punto di vista socio-culturale", dice Almalaurea, spiegando che i laureati con almeno un genitore in possesso di un titolo universitario sono il 29 per cento. Tra loro, il 31% degli occupati può contare su un lavoro alle dipendenze a tempo indeterminato (compreso quello a tutele crescenti), mentre il 16% svolge un'attività autonoma effettiva (liberi professionisti, lavoratori in proprio, imprenditori, ecc.). "Inoltre, la retribuzione mensile media ad un anno dalla laurea è di 1213 euro, superiore rispetto al dato nazionale di 1153 euro". Caroniti - è che quasi il 70% dei nostri laureati trova un'occupazione presso aziende private, che sono quindi interessate a realizzare con il nostro Ateneo percorsi di inserimento lavorativo.

L'età media alla laurea è 26 anni per il complesso dei laureati, nello specifico 25 anni per i laureati di primo livello e 27,4 anni per i magistrali biennali. Un dato su cui incide il ritardo nell'iscrizione al percorso universitario: non tutti i diplomati, infatti, si immatricolano subito dopo aver ottenuto il titolo di scuola secondaria superiore. A un anno dalla discussione della tesi, è occupato il 68% dei laureati triennali ed il 71% dei di quelli magistrali biennali. In generale l'88% dei laureati si dichiara soddisfatto della propria esperienza, a partire dal corpo docente (85%) ma anche per quanto riguarda le infrastrutture.

Share

Pubblicità



© Molisedoc. Tutti i diritti riservati.