Twiga di Otranto, sigilli allo stabilimento di Briatore: si ipotizza abuso edilizio

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Twiga di Otranto, sigilli allo stabilimento di Briatore: si ipotizza abuso edilizio

Un elogio del turismo d'elite, assolutamente condivisibile, ma che offre un'immagine assolutamente superficiale dei suoi rappresentanti, che così appaiono privi di interessi se non quello del lusso e delle comodità.

Otranto (Lecce) -E ' stato eseguito un sequestro preventivo nei confronti dello stabilimento balneare Twiga Beach Club, il noto marchio dell'imprenditore Flavio Briatore.

Nel frattempo, la società ha comunicato la sospensione dei sessanta pre-contratti di lavoro stipulati con il personale selezionato e le attività delle aziende e dei fornitori coinvolti sino all'esito della valutazione tecnico giuridica in corso. Il sequestro probatorio è stato disposto dal pm Antonio Negro per prevenire danni ulteriore alla zona.

I prefabbricati, la piscina, il solarium e la spianata realizzata per far posto al parcheggio, secondo l'interpretazione degli investigatori, rappresenterebbero opere che non avrebbero dovuto essere realizzate stando alle autorizzazioni concesse dal Comune.

Pierpaolo Cariddi è in lizza come candidato sindaco a Otranto per una lista civica alle prossime elezioni amministrative.

Le ipotesi di reato contestate riguardano la violazione di norme edilizie, concretizzata con la realizzazione di opere difformi al progetto del Twiga autorizzato dall'amministrazione di Otranto. Immediatamente dopo è arrivata anche un'alra precisazione, questa volta da parte della Billionaire in cui si legge "Billionaire Lifestyle, proprietaria del marchio Twiga, dichiara di aver sospeso, in accordo con la stessa Cerra srl, sino a quando la situazione non sarà chiarita a livello giuridico, l'unico legame che legava le due società: il contratto di licenza del marchio Twiga". Ma l'autorizzazione sarebbe stata rilasciata, invece, "in un'area indicata come agricola nel Piano regolatore, sulla quale non sono consentite strutture ben più grandi di un chiosco quali sono quelle in costruzione". "Sono fuori, certo mi dispiace - ha continuato - Mi sembrava una cosa buona per tutti. Però, evidentemente, a qualcuno non piaceva: vorrei capire se tutte le centinaia di attività come quella hanno ricevuto praticamente un controllo al giorno per un mese e mezzo come è successo a questa" ha spiegato Briatore a Repubblica. L'imprenditore non è stato minimamente toccato dall'indagine, visto che la sua agenzia aveva solo rilasciato la licenza: "Siamo del tutto estranei agli accertamenti in corso".

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