Trapani D'Alì abbandona la campagna elettorale

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Trapani D'Alì abbandona la campagna elettorale

La direzione distrettuale antimafia di Palermo ha chiesto l'applicazione della misura cautelare del soggiorno obbligato nei confronti di Tonino D'Alì senatore di Forza Italia .

La notifica della proposta della misura di prevenzione, dell'obbligo di soggiorno nel comune di residenza, è stata notificata a D'Alì esattamente un'ora dopo la scadenza dei termini per le candidature alle elezioni amministrative.

Tempestiva la risposta di D'Alì che attraverso una nota si difende: "La persecuzione giudiziaria continua".

Ti preghiamo di usare i bottoni di condivisione, e di non condividere questo articolo via mail o postarlo su internet, il giornalismo indipendente ha un costo, che può essere sostenuto grazie alla collaborazione dei nostri lettori. Oggi invece è stato arrestato l'altro principale candidato del centrodestra, Girolamo "Mimmo" Fazio, già sindaco dal 2001 al 2012 e sostenuto da alcune liste civiche e dall'UdC. "Il continuo attacco alla mia dignità dovrebbe allarmare tutti, solo chi ha interesse a non vedere e capire può non chiamarlo una persecuzione che non trova la fine neppure dopo le sentenze di assoluzione". Li ringraziamo tutti. Ringraziamo anche i dirigenti nazionali e regionali del Partito di Forza Italia che ci stanno caricando sempre di più. "Sento il dovere in questo momento di sospendere ogni mia personale attivita' di campagna elettorale, torno amareggiato a Roma per onorare come di consueto il mandato parlamentare, poiche' ritengo che, pure essendo stato assolto da ogni accusa anche in appello, non potrei condurre le opportune iniziative con questo carico di infamia scaricatomi addosso". Per mia sventura io sono solamente 'politicamente da abbattere'! Per l'avvocato Gino Bosco, uno dei legali del senatore, "si tratta di una esasperazione della democrazia". "Lascio ogni valutazione alla capacità di giudizio e di reazione dei trapanesi, affido il prestigioso bagaglio di idee e di entusiasmo nelle mani del mio partito e di tutti i candidati del mio saldo schieramento e nel cuore delle donne, degli uomini e dei giovani che si sono già con me ufficialmente dichiarati, persone tutte di grandi e indiscutibili qualità morali ed intellettive, che meritano di poter godere del consenso elettorale dei cittadini trapanesi". Ma cos'è accaduto? D'Alì sarebbe già stato assolto in appello dall'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa per fatti avvenuti dopo l'anno 1994 mentre per gli altri reati a lui addebitati sarebbe intervenuta la prescrizione.

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